Euro Volley, l’ Italia d’Argento scopre il fenomeno Vettori.

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Italia sconfitta dalla Russia per 3 a 1 in una partita combattuta solo per due set. Azzurri che possono recriminare per i due blackout occorsi all’impianto di illuminazione, ma comunque un risultato che premia giustamente i russi, assolutamente più forti. Oltre al secondo posto c’è da gioire per l’esplosione di Luca Vettori: un fenomeno!

Le sconfitte in finale lasciano sempre l’amaro in bocca, in qualunque modo arrivino e contro chiunque siano patite, sono cocenti delusioni. Forse è perchè il percorso che porta all’ultimo atto di una competizione è sempre esaltante e fa accarezzare il sogno del trionfo. La sconfitta di domenica dell’Italia di Pallavolo contro la Russia è invece mitigata dalla consapevolezza di aver perduto contro i più forti. I russi infatti hanno ampiamente dimostrato di avere il centrale più forte del mondo, quel colosso di Muserskij, un opposto come Pavlov che unisce una tecnica sopraffina ad un’intelligenza fuori dal comune e sopratutto un libero pazzesco come Verbov che semplicemente costringeva gli azzurri ha conquistare il punto per tre volte, prima di riuscire a mettere davvero la palla a terra.

In una partita come una finale europea ha certamente pesato il fattore esperienza, che ha permesso alla Russia campione di tutto di dominare nel primo set (25-20). Nel secondo parziale gli azzurri si sono svegliati e complice un’incredibile rimonta dopo il secondo timeout tecnico, siamo arrivati per due volte a un passo dal pareggio, ma entrambe le occasioni sono sfumate per l’inusuale blackout dell’impianto d’illuminazione del palazzetto. Sfortuna ha voluto che in entrambe le occasioni avessimo praticamente messo palla a terra con il primo tempo del centrale, ma l’arbitro aveva praticamente interrotto il gioco per ovvi motivi. Se aggiungiamo che nel rigiocare il punto Savani riusciva a giocare un bel mani fuori con il muro di Pavlov, salvo poi ritrovarsi in una carambola la palla sulla schiena, possiamo comprendere come la fortuna avesse deciso di indirizzare anche il secondo set al di là degli Urali. Il Terzo set è una reazione di orgoglio dei ragazzi di Berruto, che innalzano enormemente il loro livello di gioco e complice l’ingresso in campo di capitan Savani al posto di uno spento Zaytsev, riescono ad accorciare le distanze, allungando la partita al quarto set e costringendo Voronkov a sostituire Spilidonov, sistematicamente bloccato dai servizi e dal muro azzurro. Proprio sul più bello però l’Italia si è sciolta, regalando il quarto set ad una Russia che dopo essere entrata in modalità Ivan Drago ci “Spiezzava in due” grazie ad una difesa superlativa e all’acume tattico di quel fenomeno di Grankin.

Nonostante il titolo sia quindi andato alla Russia dell’MVP del torneo, Muserskij, dobbiamo essere più che soddisfatti dell’Italia. Una nazionale giovane come la nostra è stata infatti in grado di mettere alle corde per una buona ora i campioni olimpici in carica. Le motivazioni della sconfitta, oltre al merito degli strabilianti russi, vanno imputate ad un’incapacità organica in copertura e nei contrattacchi, in pratica l’Italia ha avuto svariate chance per operare il break, ma non è stata in grado di convertirla e qui veniamo alla dolente nota di un Travica che si dimostra sempre più un palleggiatore atipico. Dalle mani del nativo di Zagabria, escono infatti punti pesantissimi con gli attacchi di seconda, così come dalle sue murate, ma non convince la sua capacità di palleggio quando è costretto ad uscire dai 3 m in seguito ad una risposta non ortodossa di un compagno. Questo ha permesso troppo spesso al muro Russo di organizzarsi in anticipo e di leggere facilmente le traiettorie del “Drago”. A questi problemi tecnico-tattici, vanno aggiunti dei punti regalati al servizio, con nessuno degli azzurri in grado di fare veramente male. Pessimo Beretta e poco incisivi anche Savani e Vettori, mentre l’unico a riuscire a cavare qualche punto dal servizio è stato Zaytsev, non a caso premiato per il miglior servizio al termine del torneo. A tutto questo aggiungiamo un Parodi sempre più solido a muro, ma poco incisivo come Schiacciatore ed ecco che le motivazioni della sconfitta tricolore sono presto svelate.

Veniamo infine alla nota migliore del nostro europeo: l’esplosione di Luca Vettori. Premiato con il premio di miglior attaccante del torneo, l’opposto di Piacenza ha davvero impressionato. Vettori ha dimostrato di avere una capacità tecnica, in particolare con le rotazioni impresse al Mikasa, semplicemente innata, più di una volta è riuscito a trovare soluzioni tecniche all’apparenza impossibili, o a cavarci fuori da una situazione difficile con delle invenzioni tattiche che dimostrano un talento pallavolistico che non ci fa rimpiangere i bei tempi di Alessandro Fei. Vettori ha tutto per trascinare il movimento in Italia, la faccia pulita, la giovane età, è fortissimo e ci dicono le sostenitrici della nazionale essere anche un bel ragazzo, buon per lui e per loro che ne guardano attentamente le partite. Adesso l’obiettivo sono i mondiali Polacchi del prossimo anno e l’europeo di casa del 2015, con una squadra giovane e solida come la nostra possiamo davvero sognare in grande, immaginando di trovare quella continuità che ci renda davvero competitivi per una medaglia pregiata alle olimpiadi di Rio.

Giuseppe Villani – peps17 on twitter.

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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