I 10 di Anversa: i nuovi campioni del mondo di specialità

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Uchimura, Biles, Shirai, Maroney, Zonderland, Mustafina, Huang, Lin, Nabarrete Zanetti, Yang e Kameyama. Sono questi i nuovi campioni del mondo di specialità, i ginnasti migliori tra quelli che si sono esibiti allo Sportpaleis di Anversa.

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I mondiali di Anversa hanno regalato conferme e sorprese, sia sul versante atleti che su quello giuria.
Shirai Kenzo, l’”uomo vite”, sbaraglia la concorrenza al corpo libero totalizzando 16.000 e mostrando una quantità spropositata di avvitamenti in una sola esibizione, arrivando ad eseguire addirittura un quadruplo avvitamento. Sul podio, lo statunitense Dalton (cui è stato accolto un ricorso) e il solito Uchimura.

Kameyama si aggiudica l’oro al cavallo con maniglie, davanti a Whitlock e Corral Barron. Per l’italiano Busnari ancora una volta medaglia di legno a pari merito con Zhang: dopo Londra l’ennesima beffa.

Nabarrete Zanetti centra il suo primo oro mondiale agli anelli e conferma quello di Londra. Dietro di lui Balandin e Wynn (anche lui con ricorso USA).

Yang è il padrone indiscusso del volteggio, con un esercizio che presenta 6.400 di difficoltà eseguito senza sbavature, non ha problemi a piazzarsi davanti l’americano Legendre ed il britannico Thomas.

Lin ed Uchimura sono oro ex-aequo alle parallele pari con 15.666, Orozco è solo di bronzo.

Epke Zonderland regala lo spettacolo migliore di tutto il mondiale col suo esercizio alla sbarra. L’olandese volante esegue il suo esercizio di difficoltà inaudita (7.700) senza cadere, facendo impazzire la folla; un’esecuzione funambolica, quasi circense, che vale il primo oro mondiale e conferma l’ultimo olimpico, come per Zanetti. Argento meritatissimo dal tedesco Hambuechen e bronzo per il sempre presente Uchimura.

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Aliya Mustafina è prima a trave, la finale con più veleni di questo mondiale. La russa infatti esegue uno splendido esercizio ma non privo di sbavature, a differenza dell’americana Ross che è parsa molto più pulita nell’esecuzione. Tuttavia alla russa è stato comminato un punteggio superiore. Come se non bastasse, altre ombre sulla giuria per l’assegnazione del bronzo: il terzo posto sarebbe stato dell’italiana Ferrari, ma proprio all’ultimo è stato accettato il ricorso della Biles riguardo la nota di partenza, scalzando così la nostra atleta e facendo slittare anche la connazionale Ferlito al 5° posto. Cade la favorita Iordache, che inciampa nello stesso elemento che le costò la medaglia a Londra. Una considerazione: con l’alto punteggio di partenza che aveva la rumena e con gli scadenti esercizi delle atlete esibitesi prima di lei, sarebbe bastato fare un esercizio più semplice, senza rischiare la caduta che è puntualmente arrivata.

Simone Biles conferma l’esercizio al corpo libero già mostrato in finale All-around, e non ha dunque problemi a piazzarsi sul gradino più alto del podio. Vanessa Ferrari è d’argento: dopo la delusione olimpica dell’anno scorso, torna con la medaglia al collo nel suo elemento migliore; per lei il primo podio dai mondiali di Stoccarda 2007. Bronzo di consolazione alla Iordache, per l’Izbasa invece pazzesca caduta nell’ultima diagonale (proprio come a Londra) che le toglie l’altrimenti sicuro secondo posto.

Huang Huidan sfrutta la caduta della compagna Yao, strafavorita, e porta a casa l’oro alle parallele con un esercizio comunque superlativo. Sul podio anche l’elegantissima Ross e la russa Mustafina. Da segnalare l’esercizio dell’inglese Ruby Harrold che inserisce degli elementi desueti e spettacolari.

McKayla Maroney continua ad essere la regina incontrastata del volteggio. Il suo “Amanar” rasenta la perfezione ed il suo prossimo obiettivo sarà quello di totalizzare 10.000 nell’esecuzione. Secondo piazzamento per la Biles, terzo per la Hong. Ottima prestazione della svizzera Steingruber, la dominicana Pena Abreu non riesce neanche stavolta a terminare il suo triplo avanti (che le darebbe l’oro) e continua la sua collezione di rovinose cadute.

Kohei Uchimura è il campione di sempre e raccoglie 4 medaglie, gli Stati Uniti hanno in Simone Biles l’ennesima campionessa, anche per lei 4 medaglie. Giappone primo nel medagliere grazie all’apporto di Kameyama, Kato e Shirai, e si conferma la nazione da battere nella competizione a squadre maschile. Gli statunitensi sono i più medagliati, ben 12 piazzamenti a podio per loro, ma con un oro in meno rispetto ai nipponici. Per la Cina solo 2 ori, male la Russia che paga il rinnovamento della squadra femminile, ancor più pessima la Romania che prende un solo bronzo ed è il fanalino di coda del medagliere.

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La giuria continua a stupire, o meglio a non stupire. Ancora una volta, più che i punteggi assegnati agli atleti, destano scalpore i numerosi ricorsi accettati ai soliti noti. Non è mistero che la politica esista anche nella ginnastica artistica, e che esistano a loro volta federazioni più potenti di altre. Come ai giochi olimpici del 2012, anche qui in Belgio i ricorsi degli americani sono stati sempre accettati e sono valsi ben 3 medaglie; le nazioni meno influenti, come l’Italia, vedono scappar via podi e accumulano la rabbia: incapaci di far sentire la propria voce, lasciano la parola alle lacrime copiose dei ginnasti, che comunicano più emozioni, ma non ripagano i torti subiti.

Andrea Zezza

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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