Il Derby è su Twitter: ecco il calcio 3.0

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L’arbitro Mazzoleni fischia la fine del derby tra Torino e Juventus, che vede vincere i bianconeri grazie ad un gol molto discusso firmato da Paul Pogba. Da quel momento comincia un altro derby e non ci riferiamo alle polemiche sollevate durante le varie trasmissioni televisive, bensì a ciò che è accaduto sul web, ormai sempre più il centro dell’informazione sportiva mondiale. 

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Tutto nasce da una provocazione di Mister Antonio Conte, che ai microfoni delle varie televisioni sottolinea come, avendo la Juventus avuto in mano il pallino del gioco per gran parte della gara, è “normale che si siano verificate più situazioni critiche per l’arbitro nell’area del Torino”, aggiungendo poi che “il fallo di Ciro Immobile su Carlos Tevez era chiaramente da cartellino rosso”. A queste parole è arrivata secca la risposta della società di Urbano Cairo tramite il sito internet, con un comunicato dal titolo “ma come conta Conte” , nel quale si controbatteva con dati statistici ufficiali alle affermazioni dell’allenatore campione d’Italia in carica. E sottolineando come il fallo di Pogba su El Kaddouri poteva essere allo stesso modo sanzionato con il rosso. In conclusione una frase di scherno rivolta ad Antonio Conte stesso: “A scuola era più bravo in italiano che in matematica”. La risposta ufficiale della Vecchia Signora non si è fatta attendere tramite l’account ufficiale di Twitter: “in effetti non siamo forti in matematica ma fino a 0, come i tiri nello specchio del Torino, ci arriviamo”. Sempre affidata al social network cinguettante la risposta Granata: “non vi buttate giù: fino a 31 (ops, 29) ci siete arrivati”. Tanto per cambiare su twitter la provocazione lanciata da Tevez, il quale posta una foto della sua caviglia sanguinante dicendo “alla fine siamo sempre aiutati, ed è per quello che sto così: è solo giallo per chi quasi mi rompe la caviglia”, messaggio peraltro retwittato dalla pagina ufficiale bianconera.
Scintille da derby sul web più che in campo, visto lo spettacolo non propriamente indimenticabile che le due squadre della Mole sono state capaci di offrire. Tuttavia ha avuto il merito di aprire un nuovo dibattito: siamo entrati in una nuova era del calcio inteso come spettacolo, era che potrebbe considerarsi la terza. Nella prima il calcio era seguito via radio, attraverso “Tutto il calcio minuto per minuto”. Chi non ricorda, specialmente tra coloro di una veneranda età, le voci dei radiocronisti che la domenica raccontavano le partite tentando di trasmettere con la propria voce le emozioni dello stadio. L’evoluzione tecnologica ha portato a quella che può essere considerata la seconda era del pallone: l’avvento delle TV satellitari e della PayTv ha fatto si che ognuno potesse guardare a casa propria le gesta dei propri beniamini, scegliendo addirittura l’inquadrature perferita, o camere dedicate per tutti i 90 minuti ad un solo giocatore. Mentre oggi nell’era del “calcio 3,0”, grazie ai social network, con i propri amati beniamini ci si può interagire in prima persona.

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Infatti, ogni società di calcio possiede un account ufficiale sui principali social network, attraverso cui twittano o postano notizie in tempo reale. Si tratta di una vera svolta soprattutto per le società più piccole, che difficilmente trovano spazio nei contesti giornalistici nazionali. Basta poco per far arrivare al tifoso ogni tipo di nuova nel minor tempo possibile. Da una foto pubblicata su facebook, o un video di Youtube, l’utente può commentare direttamente e far sapere quale sia il proprio pensiero. Video inediti di allenamenti, momenti di riposo e di gruppo, foto riguardanti il pre gara. Un modo veloce e diretto per far sentire la squadra vicina ai sostenitori e tramite i commenti e risposte, i sostenitori vicini alla squadra, accrescendone ancor di più la popolarità sul territorio. Oltre alle società stesse anche gran parte dei calciatori possiedono account con i quali “aprono le porte di casa” ai proprio fans. Numerosi sono infatti gli scatti postati che ritraggono scene di vita familiare e conviviale. Il caso che nel corso dell’ultima Estate ha spopolato  è stato quello di Davide Moscardelli, attaccante del Bologna, ormai noto più per la sua attività in rete, che per quella sul campo.La sua simpatia e la sua barba fuori dagli schemi stanno facendo epoca  Non che sia da considerarsi un calciatore di terza categoria, tuttavia la figura che rappresenta attrae molto più per ciò che non concerne le prestazioni sportive.

Insomma, si tratta di qualcosa di notevolmente diverso rispetto alle innumerevoli trasmissioni viste e riviste di moviola, approfondimenti ed opinioni. Meglio twittare al Chiellini di turno, sperando di ottenerne talvolta un cenno di vita, che ascoltarne l’ennesima ritrita banale intervista facendo attenzione a non cadere nella trappola dei profili fake.
Ma non è solo il calcio che spopola sui social, ma anche altri sport, Formula 1 in primis; l’account della Lotus è tra i più cliccati, per via della goliardia dei tweet che invia ad altre scuderie.  Account che sono spesso usati anche per denunciare qualcosa, come nel caso della polemica scaturita tra Federica Pellegrini e la FIN relativa ai premi di Roma 2009 (clicca qui per leggere il nostro articolo a riguardo).

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Il calcio sta vivendo una nuova era tecnologica sia a livello di gioco (nuovi sistemi di verifica del gol-nogol come quello adottato nell’ultimo mondiale per club e altre importanti novità tecnologiche regolamentari in fase di sperimentazione), sia a livello di tecniche di allenamento e di tattica. Ormai sono numerosissimi gli allenatori che si avvalgono dei tablet per indottrinare la squadra riguardo i movimenti da eseguire in campo. Ma soprattutto nel rapporto con il tifoso, che può mettersi in contatto con la propria squadra del cuore, qualsiasi essa sia, stipulandone un rapporto simbiotico 24 ore su 24.

Alessandro Lanza

 

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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