London 2012, day 11: delusioni Vanessa Ferrari e volley, ma Josefa Idem è infinita!

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Dopo la giornata trionfale di ieri, era quasi inevitabile che per la legge del contrappasso sportivo all’Italia ne capitasse una caratterizzata da tante delusioni e qualche beffa. Il day 11 delle Olimpiadi di Londra, verrà ricordato come il giorno del sogno svanito di Vanessa Ferrari, terza a pari merito con un’atleta russa ma classificata quarta alla fine perchè nella ginnastica artistica in caso di arrivo a pari merito si premia l’esecuzione migliore tra quelle delle due atlete. Verrà ricordato come il giorno dell’eliminazione della squadra da cui ci aspettavamo più, quella nazionale femminile di pallavolo che era giunta a Londra piena di speranze, giustificate per di più, e convinta di poter tornare a casa con un grande risultato. Ma andiamo con ordine.

La medaglia, Vanessa Ferrari la sognava da quando a Pechino concluse la sua prova al quattordicesimo posto, evento che la segnò e che la spinse ad allenarsi ancora di più in vista di questa Olimpiade. I tanti problemi fisici degli ultimi anni non hanno frenato la folletta di Orzinuovi, 145 cm di genio e grinta sono stati messi a dura prova per tutto questo tempo in attesa dell’unica ricompensa che per un vero atleta può esserci di fronte alla fatica quotidiana: una medaglia olimpica. L’esercizio al corpo libero che la Ferrari avrebbe portato oggi era tra i più complessi, 6,200 il quoziente di difficoltà. Vanessa ha commesso due leggerissime nelle prima due diagonali, due passettini laterali ne hanno compromesso la perfezione, raggiunta altresì nelle successive due. 14.000 il punteggio finale, La russa Mustafina, rivale numero uno per il podio, ha effettuato invece un esercizio più semplice relativamente al quoziente di difficoltà di 3 decimi inferiore ma più armonioso  e efficace dal punto di vista estetico. Il voto finale di tre decimi superiore rispetto a quello della Ferrari, ha compensato la differenza tra i quozienti di difficoltà e siccome in base al regolamente conta maggiormente l’esecuzione, la Mustafina ha avuto la meglio al fotofinish scalzando Vanessa Ferrari dal podio. La bresciana è scoppiata in lacrime, consapevole che potrebbe essere la sua ultima olimpiade (tra 4 anni avrà 26 anni che per una ginnasta non sono affatto pochi) e che avrebbe meritato senz’altro di piu. La BBC in diretta, e vista la situazione della nazioni sul podio più imparziale che mai, ha affermato che Vanessa Ferrari sarebbe stata addirittura meritevole dell’argento. Beh, noi ci saremmo accontentati del bronzo.

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La delusione più grande perchè inaspettata, arriva dall’Italvolley femminile, travolto dall’ondata coreana 3-1. 18-25 25-21 25-20 25-18 i paziali a favore della nazionale asiatica, che dopo aver dovuto soccombere nel primo set, ha potuto contare sulla vena infallibile della schiacciatrice Kim e su un muro invalicabile che soprattutto nell’ultimo parziale ha mandato in crisi tutti i nostri opposti e anche la “Tigre” Simona Gioli. Nel quarto parziale in particolare, Barbolini ha dovuto ricorrere all’esperienza della Piccinini al posto della Costagrande, per provare a compiere una grande rimonta. Tuttavia le mani delle coreana anzichè tremare, non hanno mai smesso di bombardare il nostro libero, fino a chiudere la partita in relativa scioltezza. Doveva essere la partita della vita, la partita delle conferme, la partita che ci doveva spedire sull’Olimpo dei grandi: rimarrà nella nostra memoria la partita che ci ha fatto rimanere ancorati a terra.

L’unica vera gioia ci è stata regalata dall’intramontabile, fantastica, ormai gli aggettivi sono terminati da tempo, Josefa Idem. L’atleta più incredibile di queste olimpiadi, la quasi 48enne con 7  edizioni dei giochi alle spalle, si è qualificata alle semifinali con il terzo tempo in batteria e alla finale vincendo la semifinale con la scioltezza degna di una campionessa si, ma di 20 più giovane. Vedere la grinta con cui spinge la punta della sua canoa più avanti di tutte, l’intelligenza tattica che le permette di partire con un ritmo e finire con lo stesso e poi vincere è assolutamente incredibile e dà la dimensione di quanto possa essere grande. Giovedì si disputerà la finale, noi non le chiediamo una medaglia, ma se dovesse arrivare vuol dire che sarà lei che ci chiederà indirettamente di costruirle una statua.

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Nell’atletica avanti Fabrizio Donato e Daniele Greco, i quali si sono qualificati alla finale in cui, vista l’assenza a sorpresa di molti big potrebbero addirittura puntare al podio.



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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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