London 2012, day 7: la giornata dei campioni del passato, del presente e del futuro

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La settima giornata è stata caratterizzata da una sola medaglia azzurra ovvero il bronzo della squadra maschile della sciabola, ma che ha vissuto di grandi emozioni, di nuove speranze per l’Italia, di record del mondo, il tutto nell’atmosfera magica che solo la prima giornata di gare dell’atletica leggera sa regalare. Un giorno pensando ad oggi si potrà dire “Io c’ero” quando Gregorio Paltrinieri battezzava la sua primissima esperienza olimpica con una qualificazione alla finale dei 1500 Metri Stiel libero che fa sognare un paese intero, quando Roger Federer sconfiggeva Juan Martin Del Potro 19-17 al terzo set dopo 4 ore e 26 minuti di tennis di altissimo livello, quando Michael Phelps vinceva la sua 21 medaglia ad un’olimpiade e la 17esima d’oro nei “Suoi” 100 farfalla, quando Missy Franklin a soli 17 anni faceva segnare nella finale dei 200 dorso il nuovo record della specialità di 7 decimi inferiore al precedente, quando Jessica Ennis faceva segnare nella batteria dei 100 Metri ostacoli dell’Eptathlon il primato mondiale chiudendo in 12,54. Ma andiamo con ordine partendo dai risultati più importanti degli azzurri.

La fabbrica della scherma ne ha prodotta un’altra: un’altra medaglia, questa volta di bronzo, dal sapore speciale, perché venuta grazie alla grinta di un indomito Aldo Montano, alla spensieratezza del giovane Samele, alla giornata no ma poi diventata sul podio giornata sì di Tarantino e alla classe del già medagliato Diego Occhiuzzi. Dopo la grandiosa rimonta targata Montano nei quarti di finale contro la Bielorussia, che si è vista annullare dall’atleta toscano ben 4 “Match point” passando in un batter d’occhio dal 44-40 al 44-45 a favore degli azzurri, i nostri sono crollati sotto la spinta della Corea (sempre più bestia nera, sempre che per la scherma italiana ce ne sia una, dei nostri schermidori) . Nella finalina per il bronzo, Samele ha sostituito un Tarantino sottotono, che comunque ha potuto provare la straordinaria sensazione di poter salutare tutti con una medaglia olimpica al collo, ha fatto la differenza oscurando le difficoltà fisiche di uno stoico Montano. Il 45-40 finale permette agli azzurri di festeggiare un meritato bronzo, che con tutti i pezzi del puzzle al proprio posto sarebbe potuto essere qualcosa di più.

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Dopo una settimana trascorsa nel marasma più completo, a suon di frecciate e polemiche, l’Italia del nuoto si scuote grazie all’unico ragazzo da cui sarebbe lecito non aspettarsi nulla, per via della sua giovane età e incoscienza. Invece, proprio quell’incoscienza ha spinto il diciassettenne Gregorio Paltrinieri a non sentire minimamente l’emozione e a dominare la sua batteria dei 1500 metri stile libero, vincendo per netto distacco e qualificandosi all’attesissima finale di domani con il quarto tempo assoluto a meno di un secondo dal podio. Il ragazzo, che si allena e risiede nel centro federale di Ostia, ha dichiarato di stare bene fisicamente e di essersi addirittura rilassato nel finale di gara. Certo che lui sia in vasca che a parole non aiuta ad abbassare le aspettative di medaglia, tuttavia siamo consapevoli che sarebbe una splendida impresa e allo stesso tempo un segno per il futuro del nuoto azzurro, nella settimana forse più difficile da 20 anni a questa parte.

L’inarrestabile Italia femminile della pallavolo ha battuto in scioltezza l’Algeria, conquistando il quarto successo consecutivo nel minor tempo possibile, per risparmiare energie in vista del match decisivo per il primo posto nel girone contro la Russia.  25-11 , 25-12, 25-17 i parziali finali. Qualora dovessimo battere anche le russe, l’Italia avrebbe l’ooportunità di incontrare l’ultima dell’altro girone ammessa alla fase successiva, che visti i deludenti risultati raccolti finora in quest’Olimpiade, potrebbe essere il pur sempre temibile Brasile di Zè Roberto. Le cinesi del Badminton ci hanno rimesso l’Olimpiade per pensare a come sistemarsi meglio l’accoppiamento mentre le nostre ragazze daranno il massimo per lanciare un segnale di forza deciso a tutte le avversarie.

Fantastica e allo stesso tempo inaspettata impresa della coppia maschile di Beach Volley composta da Daniele Lupo e Paolo Nicolai, i quali hanno battuto in 2 set i campioni olimpici in carica americani Rogers e Dallhauser, favoritissimi alla vittoria finale. La chiave dell’incontro è stata il muro italiano, innalzato principalmente da Nicolai, primissimo a quota 48 nella speciale classifica tra i giocatori presenti a Londra.

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Riscatto del setterosa della pallanuoto, che ha battuto facilmente la Gran Bretagna 10-5, qualificandosi ai quarti di finale dove incontrerà la nazionale più esperta: gli USA. La partita di oggi contro le padrone di casa non ha mai avuto storia, l’Italia si è avvalsa ancora una volta dello stato di grazia della giocatrice di gran lunga migliore in quest’Olimpiade e degli ultimi 5-6 anni di setterosa, ovvero Tania Di Mario. Tripletta per l’attaccante azzurra, tripletta anche per la mancina Emmolo, 2 reti a testa per la Frassinetti e la Abbate.

Un ottimo Yuri Floriani si qualifica per la finale dei 3000 siepi, dopo essersi classificato secondo nella batteria di qualificazione. Subito eliminata Simona La Mantia nelle qualificazioni del salto triplo.

Ma come dicevamo la giornata di oggi è stata condita da prestazioni che hanno avuto del paranormale, che saranno prese a lungo come spot di questa Olimpiade. Roger Federer ha vinto la partita più emozionante di tutte quelle finora giocate all’interno di un torneo a cinque cerchi, forse una delle più belle dell’anno tennistico in generale. Juan Martin Del Potro si è dovuto arrendere al 37esimo gioco del terzo set, dopo aver giocato la sua migliore partita dalla finale degli US Open del 2009 vinta proprio contro lo svizzero. Domenica andrà a caccia dell’oro contro il padrone di casa Andy Murray nella riedizione della finale di Wimbledon di tre settimane fa vinta da Federer. Il britannico ha battuto nella semifinale di oggi Nole Djokovic con un doppio 7-5.

Emozionante penultima serata di finali all’Acquatics Center, dove Michael Phelps ha conquistato il suo secondo oro individuale di questa edizione dei giochi nei 100 farfalla, prendendosi la rivincita dei 200 farfalla su Le Clos giunto secondo insieme a Korotyschkin. Lo squalo di Baltimora ha fatto impressione non solo in vasca per la sua prorompente progressione che trasuda potenza da tutti i pori, ma anche sul podio dove ancora è riuscito ad emozionarsi come quella prima volta ad Atene. In tribuna, la madre è la donna più inquadrata dalle telecamere di tutto il mondo, perché ha allevato da sola il più grande di sempre del nuoto del pianeta. Domani , se tutto andrà bene, potrà levarsi lo sfizio di raggiungere quota 22 medaglie nella 4×100 mista prima di salutare tutti con un sorriso, due lacrime e tante medaglie al collo. Spaventosa prestazione anche della “Nostra” Missy Franklin e dico nostra perché su questo blog è stata fatta una campagna a suo favore da tempo. Il missile di Denver ha fatto registrare il nuovo primato mondiale nei 200 dorso fermando il cronometro a 2’04”06, tempo di 7 decimi più basso rispetto al precedente fatto registrare con il “Costumone” da Kirsty Coventry nel mondiale di Roma del 2009. Per questo motivo la prestazione di Missy assume ancor più valore, consacrandola a 17 anni e con un 46 di piede, come una delle più grandi realtà del nuoto mondiale e come l’erede di Phelps. Si, perché la ragazzina ha già conquistato 3 medaglie in quest’Olimpiade e domani potrà conquistarne un’altra nella 4×100 Mista. Il paragone potrebbe sembrare pesante e pressante, ma il sorriso perennemente disegnato sul suo viso e il suo inestimabile talento fanno di lei come l’unica che possa davvero essere la destinaria del passaggio di consegne da parte del campionissimo di Baltimora.

Quando lo stadio olimpico di Londra alle 10 del mattino era già gremito in ogni ordine di posto ci si è chiesti subito il perché: la risposta è arrivata immediatamente dall’atleta di giornata più attesa dalla Gran Bretagna, quella Jessica Ennis che ha realizzato il nuovo record del mondo dei 100 Metri ostacoli nella batteria dell’Eptathlon. La Ennis non ha sentito minimamente la pressione, ha “sparato” sin dall’avvio e ha trionfato a braccia alzate tra le urla di gioia di tutto lo stadio.

Questa è l’Olimpiade!

 



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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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