Sweet dreams: sogni e realtà dell’europeo di volley maschile

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Non era facile immaginarlo dopo l’addio di Berruto: l’Italia è tornata competitiva.

Ci sono sogni che si trasformano in realtà; ma si sa che a volte la realtà può essere più bella anche dei sogni. Un sogno però può essere interrotto proprio nel momento più bello, quando ormai sembrava realizzato; a volte invece quello che sembrava uno splendido sogno può trasformarsi in un incubo. Questa è la storia di quattro squadre unite nel sogno, la storia che ci ha regalato  l’europeo maschile di pallavolo che si è svolto nelle magnifiche “stanze” dei campi da gioco di Italia e Bulgaria dal 9 al 18 ottobre.

E allora chiudiamo anche noi gli occhi e partiamo per un viaggio onirico, torniamo per un momento alla Armeec Arena di Sofia, dove si sono giocate semifinali e finali del torneo e riviviamo il sogno realizzato della Francia, la realtà della Slovenia, che supera ogni fantasia, il sogno interrotto dell’Italia simile a un miraggio nel deserto e il terribile incubo della Bulgaria.

Siamo dentro all’Armeec, è il 17 ottobre 2015 e sono quasi le 18:00, il palazzetto si riempie piano piano e in campo ci sono Italia e Slovenia pronte per la prima semifinale del torneo.

La Slovenia allenata dal “nostro” Andrea Giani è stata artefice fin qui di un’autentica impresa. Inclusa nel girone C con i campioni del mondo della Polonia, con il Belgio e con la Bielorussia, gli sloveni hanno dimostrato sin dal girone eliminatorio grande caparbietà e una buona solidità a muro, riuscendo a battere facilmente la Bielorussia e dando  filo da torcere alla Polonia e al Belgio (pur perdendo con entrambe per 3a1),  portando quasi sempre i set a concludersi ai vantaggi.

Sono proprio questi i punti di forza della Slovenia, caparbietà, solidità e un gioco semplice ma efficace insieme ad un Tine Urnaut devastante da posto 4 e ad un Andrea Giani in panchina che ha saputo infondere nei suoi ragazzi una mentalità vincente.

La Slovenia festeggia dopo la conquista di un punto

 

Passato il girone come terza classificata il sogno sloveno iniziava a prendere forma; demolita l’Olanda negli ottavi di finale per 3a0, nei quarti ritrovava nuovamente la Polonia e qui succede l’impensabile, i campioni del mondo avanti per due a zero hanno subito la rimonta di una Slovenia che non dandosi mai per sconfitta ha saputo ritrovare il suo gioco e ribaltare la partita vincendo 3a2.

Se il sogno dei ragazzi di Giani sembra già realizzato, quello della nazionale Italiana, che è dall’altra parte della rete, sta prendendo forma proprio ora; vincendo infatti con la Slovenia gli Azzurri raggiungerebbero la loro undicesima finale europea, la terza consecutiva.

L’Italia che è l’altro paese organizzatore del torneo, è nel Girone B con Francia, Estonia e Croazia, le prime due partite vanno via lisce come  l’olio per i ragazzi di Blengini. Le difficoltà della World Lague di luglio, 4 giocatori cacciati dal ritiro, il quinto posto finale e le dimissioni di Berruto, sono ormai un ricordo, il nuovo tecnico Gianlorenzo Blengini, che nella passata stagione ha portato Latina alle semifinali scudetto e  che di Berruto era il vice, è riuscito a ricostruire un gruppo che sembrava ormai dissolto. Le chiavi sono state principalmente tre: il cambio in regia con il giovane Simone Giannelli a prendere il posto di Travica, Zaytsev riportato a giocare opposto e il recupero di Osmany Juantorena come schiacciatore. Partendo da questi punti cardine e con il carisma di capitan Buti il nuovo coach è riuscito a dare una nuova vita alla nazionale, che dopo la sfortunata World League, a settembre ha affrontato in Giappone la coppa del mondo arrivando seconda, sconfitta solamente dagli Usa vincitori del torneo, e garantendosi così l’accesso alle Olimpiadi del prossimo anno (obbiettivo stagionale) evitando il complicato girone di qualificazione.

Zaytzev passa in mezzo al muro francese

L’Italia è di nuovo una delle favorite e le prime due partite lo dimostrano, per aggiudicarsi il primo posto nel girone dovrà battere la Francia. Il sogno italiano si mischia allora a quello dei transalpini che hanno dominato la stagione vincendo per la prima volta nella loro storia la World League, e che sotto la sapiente guida di mister Tillie arrivano a questo europeo con l’aspirazione di vincere.

Ed infatti i “Bleu” giungono alla partita contro il sestetto azzurro dopo aver superato agevolmente Croazia ed Estonia ed aver mostrato subito  una solidità difensiva e una potenza offensiva devastante sia da posto 4 con N’gapeth  che da posto 2 con Rouzier, senza tralasciare una forza in battuta a tratti mostruosa.

Nel match decisivo per il primato l’Italia parte subito bene e, grazie ad una buona varietà di gioco distribuito da Giannelli, ai muri di Matteo Piano e due ispirati Lanza e Juantorena, si aggiudica i primi due set. Gli azzuri sono riusciti ad arginare l’esuberanza di N’gapeth, grazie ad un ottima compostezza e puntualità a muro, ed hanno avuto una buona ricezione che ha permesso al proprio regista di usare molto anche il primo tempo e variare molto il gioco. Improvvisamente però l’Italia sparisce, sembra stanca e svuotata. La Francia alza il suo livello di gioco e quello che prima sembrava così semplice ora diventa impossibile da eseguire. Qui escono fuori i punti deboli degli azzurri e la forza dei transalpini; questi ultimi infatti dimostrano di avere una tenuta fisica, ma soprattutto mentale di  un altro livello, sotto di due set riescono ad alzare il loro livello di gioco e a mettere al muro gli avversari.

I limiti dell’Italia invece sono sicuramente la partita no dello “Zar” Ivan Zaytsev, ma soprattutto un calo fisico, e qui forse si fanno sentire le partite di coppa del mondo giocate meno di un mese prima, e una panchina forse non all’altezza dei titolari.

Fatto sta che la Francia vice i tre set successivi, la partita e il girone passando direttamente ai quarti di finale.

Matteo Piano blocca l’attacco di Ngapeth

Questo è stato il primo scossone per il sogno italiano che  per proseguire dovrà passare per gli ottavi di finale contro la Finlandia. Il giorno di riposo fa bene all’Italia, che torna la schiaccia sassi delle prime due partite, supera agevolmente i Finnici per 3a0 e ora affronterà ai quarti la Russia che ha vinto il girone D davanti a Serbia e Finlandia.

Qui gli Azzurri danno sfoggio alla loro miglior partita, dando l’impressione di essere un gruppo solido e forte. È proprio la prestazione di squadra che è esaltante: Zaytsev devastante al servizio e in attacco, Juantorena e Lanza da posto quattro sempre decisivi, la regia di Giannelli perfetta, Buti e Piano ottimi a muro Colaci tiene la ricezione e la difesa perfettamente, la Russia non è mai in gara e l’Italia vince 3a0.

Giungiamo così alla nostra prima semifinale che sembra quasi scontata, la favorita sicuramente è l’Italia. Ma la Slovenia la pensa diversamente e parte subito forte, il sestetto azzurro non riesce a reagire alla potenza delle battute slovene, la ricezione non tiene, Giannelli è costretto spesso ad alzare in bagher e le percentuali di attacco azzurre sono ridicole; si fanno rivedere quei problemi di tenuta fisica che già contro la Francia avevano portato l’Italia alla sconfitta. Il primo set è umiliante 25-13 Slovenia. Nel secondo set l’Italia vince più per orgoglio che per aver ritrovato veramente il suo gioco e così nel terzo set Buti e compagni calano nuovamente, gli slovacchi sull’onda dell’euforia difendono ogni pallone, il muro azzurro non è mai puntuale e l’attacco non è incisivo. Con due 25-20 la Slovenia vince, arriva in finale e continua il suo sogno mentre quello dell’Italia si interrompe bruscamente proprio quando sembrava poter arrivare fino in fondo.

Sono le 19:45  all’Armeec Arena, che ormai è gremita visto che la Bulgaria sta per scendere in campo, e i padroni di casa stanno per affrontare la Francia nella seconda semifinale. La Francia dopo aver vinto il suo girone ha battuto la Serbia 3a1 senza troppa fatica ed ora si cercherà di spezzare il sogno più bello, quello dei bulgari, di vincere l’europeo davanti al proprio pubblico.

Il girone A oltre alla Bulgaria era composto da Olanda Germania e Repubblica Ceca e si è dimostrato il più equilibrato, infatti pur vincendo tutte e tre le partite, la Bulgaria di coach Kostantinov, ha faticato non poco ed è stata costretta al tie break sia dall’Olanda che dalla Repubblica Ceca. Passata direttamente ai quarti ha regolato agevolmente la Germania che negli ottavi ha battuto il Belgio.

L’armata bulgara interamente schierata

Il punto di forza dei padroni di casa è il muro, dove Teodor Todorov e Victor Josifov spadroneggiano e lo si vede anche in questa semifinale dove la Francia non riesce a trovare spazi in attacco e cede i primi due set sotto i colpi di Aleksiev Todor e di Nikolov.

Il palazzetto è in delirio, il sogno bulgaro è sempre più reale e niente sembra poterlo interrompere; ma qualcosa improvvisamente cambia; proprio come contro l’Italia, i francesi sotto di due set sorprendono tutti, l’opposto Rouzier sfodera una prestazione magnifica e trascina la i suoi al tie break grazie anche ad un ritrovato N’gapeth, e qui la Bulgaria cede definitivamente tradita anche dal muro e da NIkolov che non riesce più ad incidere.

Il silenzio è il padrone degli spalti, mentre i giocatori francesi festeggiano la finale raggiunta.

Le finali del giorno successivo non racconteranno nessuno stravolgimento: l’Italia regolerà 3a1 la Bulgaria senza troppe difficoltà, togliendo ai padroni di casa anche l’ultima speranza di festeggiare un podio davanti al proprio pubblico. La Francia, trascinata da Rouzier e N’gapeth, conquisterà il primo titolo, ma la Slovenia svegliandosi dal suo sogno, si accorgerà di essere una splendida realtà.

                                              Il Championship Point di Earvin N’gapeth

 

Torniamo anche noi al mondo reale e vediamo cosa ci ha lasciato questo europeo: sicuramente la certezza che la Francia è una nuova forza a livello mondiale, soprattutto se N’gapeth continuerà su questi livelli astronomici. Ci lascia la certezza che i sogni nello sport a volte si possono realizzare, questo  per la Slovenia e per Giani è stato un europeo da incorniciare. L’Italia è tornata sicuramente al livello che le spetta, dovrà però risolvere i problemi in panchina e trovare la continuità giusta per tornare sul tetto d’Europa.

 

Valerio Pignalosa Conti

 

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