Virtute Romana: Campioni di Quidditch babbano

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La Virtute Romana, squadra di Quidditch di Roma, si è da poco laureata campione d’Italia. Partita in sordina, si è ben presto distinta come una delle favorite al titolo, strappato in finale ai Green-Tauros Quidditch Torino, detentori del titolo.

Per quelli di voi che non avessero mai letto un libro o visto un film di Harry Potter, vi spiego che cos’è il Quidditch.

Nell’universo magico creato dalla penna della scrittrice britannica J. K. Rowling, il Quidditch è il più diffuso gioco tra i maghi e le streghe. A cavallo di manici di scopa volanti, si affrontano due squadre di 7 giocatori, di cui 3 cacciatori, coloro che devono far entrare la pluffa (una palla di cuoio rosso) dentro i tre anelli per segnare più punti possibili; 2 battitori, che muniti di mazza tentano di allontanare i bolidi (delle palle stregate che tentano di disarcionare i giocatori) dai loro giocatori per indirizzarli su quelli della squadra avversaria; 1 portiere, che difende i tre anelli dagli attacchi dei cacciatori avversari; ed infine 1 cercatore, quel giocatore che ha il compito di prendere il Boccino d’Oro, una piccola palla dorata e dotata di ali che garantisce ben 150 punti alla squadra che per primo riuscirà a trovarlo ed acciuffarlo.

Cobbing

Tutti abbiamo sognato un momento del genere una volta nella vita.

Ebbene, nel 2005 al Middlebury College di Meddlebury nel Vermont, lo sport magico è stato adattato in modo tale da renderlo fruibile anche tra i babbani, ovvero i non maghi. Utilizzando elementi del rugby, del dodgeball, dell’hockey ed altri sport, è nato il Quidditch Babbano (Muggle Quidditch).

Anche qui i giocatori sono tenuti a cavalcare una scopa, anche se non volante, per tutta la durata dell’incontro, costringendo i giocatori ad utilizzare una sola mano durante tutto lo svolgimento della partita. Al posto della pluffa si usa un pallone da pallavolo un po’ sgonfio e tre palle da dodgeball fungono come bolidi, lanciati dai battitori sui loro avversari che, colpiti, sono costretti a scendere dalla scopa, disinteressarsi del gioco e correre fino ai propri anelli che, una volta toccati, permetteranno il rientro in partita.

Discorso diverso per il boccino, che qui è una palla da tennis infilata in un calzino e a sua volta tenuta nel risvolto del calzino del cosiddetto “boccinatore”, un assistente dell’arbitro che entra in campo 18 minuti dopo l’inizio della partita con il compito di proteggere il boccino dagli assalti dei due cercatori.

Ebbene, dal 2005 il Quidditch ha avuto una larga diffusione in tutto il mondo, tanto da arrivare, nel dicembre del 2011, anche in Italia.

la storia che voglio raccontarvi, però, ha origine nel più recente 28 settembre 2014, data del primo allenamento ufficiale della squadra Virtute Romana Quidditch, fondata da Giorgia Quinti, ex giocatrice del Lunatica Brindisi Quidditch Club.

Nonostante le iniziali e comprensibili difficoltà insorte per la formazione della squadra, il 30 ed il 31 maggio 2015, la formazione capitolina si presenta al Campionato Italiano di Quidditch con una rosa formata da 7 giocatori, il minimo consentito.

Dopo un derby molto agguerrito giocato contro l’altra squadra della capitale, gli SPQR, la Virtute si classifica al quinto posto. Una prima presenza di tutto rispetto per una squadra dalle ampie potenzialità ed ambizioni. Il posizionamento non vale, però, l’accesso alla European Quidditch Cup, destinata solo alle prime tre squadre in graduatoria.

Con la promessa di salire sul podio la prossima volta, riparte la preparazione per la terza edizione del Torneo Nazionale. Giunge, però, inaspettata la convocazione ai tanto agognati europei, complice la rinuncia di una squadra estera che libera un posto.

Carichi di entusiasmo, la Virtute Romana ha preso parte alla competizione. Nel suo girone, la quarta del campionato francese, la quarta del campionato britannico e le due campionesse nazionali di Spagna e Polonia. Non proprio quello che si definirebbe un girone facile.

Ma la Virtute, conscia del fatto di non esser lì per fare da squadra materasso, è riuscita a vincere contro i francesi grazie al colpo di grazia inferto dall’esperta cercatrice Sandra Kreit. Dopo i francesi è stato il turno dei polacchi che con un risultato di 170 a 70 sono stati costretti a rendere onore ai vincitori. La serie di vittorie si interrompe, però, con la testa di serie del Nottingham Nightmares, squadra ben più esperta e preparata, con la quale non ci si può permettere cali di concentrazione.

La sconfitta contro il Nottingham ha, però, suscitato qualcosa nello spirito del gruppo che, durante la riunione in albergo è riuscita a caricarsi a sufficienza per la partita dell’indomani contro gli Spagnoli. Cattura del boccino e vittoria, con conseguente passaggio al turno successivo come secondi del girone dietro al Nottingham.

Ai sorteggi viene pescato come avversario il Southampton che, però, riesce a trionfare interrompendo i sogni di gloria di quella squadra che, arrivata ai campionati in sordina, si è dimostrata poco a poco, partita dopo partita, un grande organico capace di dar del filo da torcere a chiunque.

La classifica vede comunque la squadra classificarsi al decimo posto su quaranta totali nella graduatoria europea. Non certo un risultato scontato.

Si avvicina dunque la partenza per Vingnola, ove si sarebbe svolto il Trofeo Nazionale Italiano.

La squadra conquista il primo posto del girone battendo squadre esperte come i veterani dei Lunatica Brindisi, i Siena Ghibellines e, nel derby romano, gli SPQR.

Si va in semifinale, dove ad attendere le civette di Roma c’è la squadra fondatrice del Quidditch in Italia: Milano.

Tutti danno se stessi senza risparmiarsi mai, anche cambiando in corsa ruolo in campo per disorientare gli avversari, come Marco Bianchi, cacciatore di fiducia della squadra che, improvvisandosi cercatore riesce ad acciuffare il boccino d’oro e a garantire la finale.

Come direbbe Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”: “in questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.

Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente”.
L’ultimo centimetro era rappresentato dai campioni in carica dei Green Tauros. Il match sembra volare ed, a pochi minuti dal termine, il vantaggio dei Virtute è solo di pochi punti. Troppo poco per stare al sicuro. Serve il boccino. Bisogna conquistare un altro centimetro, tutti insieme.

Ed è così che Bianchi, dopo il soddisfacente esordio come cercatore contro il Milano, decide di riproporre la strategia, riuscendo ad acciuffare il boccino d’oro che vale non solo la vittoria per 100 a 30, non solo la coppa, non solo il titolo… Un boccino che vale la storia.

La storia della Virtute Romana, squadra che in poco tempo ha saputo stupire, divertire e vincere e che adesso ha un nuovo obiettivo da raggiungere: l’Europeo 2017.

E dunque in bocca al lupo ai Guerrieri di Minerva, campioni nazionali del Quidditch babbano, capace di regalare emozioni forse anche superiori a quella della controparte magica.

 

Daniele Bondanese

 

 

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Daniele Bondanese

Daniele Bondanese

20 anni, sono uno studente di psicologia con una profonda passione per il calcio in tutti i suoi aspetti. Seguo con particolare attenzione i giovani talenti emergenti nei principali campionati europei. Forte interesse per tutta la serie A e B ed il Foggia Calcio per la Lega Pro.

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