Zar si nasce, campioni si diventa

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Ci sono persone che nascono con il destino già scritto, e quando sei un predestinato, non c’è niente da fare, in un modo o nell’altro, nel bene o nel male, lascerai il segno. Questa è la storia di un predestinato, questa è la storia di  Ivan Zaytsev, di un ragazzo nato “Zar” e diventato un campione.

Ivan Zaytsev nasce a Spoleto il 2 Ottobre 1988, da papà Vjačeslav Alekseevič Zajcev e mamma Irina Pozdnjakova; si ma cosa ci fa una famiglia russa in una  cittadina umbra sul finire degli anni ’80?

Facciamo un piccolo passo indietro, precisamente al 1 Ottobre 1978, a Roma, si gioca la finale dei mondiali di pallavolo, il Palaeur è gremito  perché in campo, per  la prima volta in una finale, c’è l’Italia. Si respira aria di festa, per gli azzurri essere arrivati a quel punto, giocarsi una finale, è già una vittoria; il giorno prima in semifinale abbiamo battuto Cuba, cosa impensabile alla vigilia, ed ora spinti da un pubblico che ha trascinato la nazionale nelle partite precedenti, si cerca di raggiungere la meta più ambita. Sulla panchina siede Carmelo Pittera, siciliano, che dopo aver vinto nella stagione precedente lo scudetto a Catania, viene scelto dalla federazione  come tecnico in vista dei mondiali. Dall’altra parte della rete c’è un muro invalicabile, l’URSS. I sovietici hanno già vinto quattro mondiali e sono vice campioni olimpici, oltre ad aver vinto le ultime tre edizioni degli europei. Il palleggiatore di quella squadra incredibile è un ragazzo di 26 anni che si chiama Vjačeslav Alekseevič Zajcev (in italiano Zaitsev).

La Russia vince 3a0 come da programma, l’italia fa festa come se avesse vinto lei e poi sparisce. E in tutto questo Spoleto?

Vjačeslav Zajcev palleggia un primo tempo dietro.

Sul finire degli anni ’80 Spoleto è sede di una squadra di pallavolo, la Olio Venturi Spoleto; in panchina siede Carmelo Pittera, si proprio lui, e nel 1987 porta la squadra alla promozione in serie A2; il presidente Elvio Venturi regala al coach un grande acquisto, il palleggiatore russo Vjačeslav Zajcev. Sono passati 9 anni da quel mondiale e i due si ritrovano, questa volta dalla stessa parte della rete; nel frattempo il palmares di Zaytsev, e della Russia, si è ulteriormente ampliato, un altro oro mondiale, uno olimpico e altri 4 europei, sicuramente alla soglia dei 35 anni Vjaceslav può considerarsi uno dei palleggiatori più forti, almeno degli ultimi quindici anni. A Spoleto Zaytsev porta con se la moglie, Irina Pozdnyakova, un ex nuotatrice sovietica capace di vincere a 13 anni la medaglia d’argento agli europei nei 200 metri rana, e la figlia Anna che ha 12 anni. Visti i presupposti quell’anno per il nostro palleggiatore non poteva certo essere avido di soddisfazioni, in campo e fuori, ed infatti è proprio sotto la guida di coach Pittera che arriva la promozione in A1, e a rendere il soggiorno spoletino ancora più dolce anche la nascita del secondo genito. Nacque così lo Zar, Ivan Zaytsev.

Il pallone e la rete da pallavolo sono la  prima cosa che il piccolo Zaytsev conosce ed impara ad amare mentre cresce tra i campi da gioco italiani, in cui gioca il padre, e San Pietroburgo, e l’alternanza tra l’Italia e la Russia continuerà fino ai 10 anni, quando la famiglia torna stabilmente nel “Bel Paese”, ed ecco che, mentre papà Vjaceslav allena qua e là per lo stivale, Ivan smette di guardare ed inizia a saltare sotto la rete.

Nel 2001 a 13 anni entra nelle giovanili del Perugia Volley, ovviamente come il palleggiatore, papà  influisce molto sulla scelta iniziale del ruolo, e Ivan si adatta bene al compito di regista; “le mani” ci sono, e i consigli del padre sicuramente lo aiutano, Zaytsev cresce anche fisicamente e a 16 anni  viene aggregato alla prima squadra che disputa il campionato di A1.

Da queste cose si capisce chi è un predestinato: tu sei lì a 16 anni e giochi a pallavolo, tuo padre ha fatto la storia, se non del tuo sport, del ruolo in cui stai giocando, per gli altri è tutto facile, quasi scontato, ma tu hai 16 anni e forse è più la paura di non essere all’altezza, che la voglia di scendere in campo; ma il destino ha deciso, e così mentre tu sei lì in panchina, sette giorni prima che tu compia 17 anni, l’allenatore ti chiama e facendoti cenno di entrare.

È il 25 Settembre 2005, e nella partita contro Cuneo, Zaytsev fa il suo esordio nel campionato italiano di Serie A1. Prende il posto di Paolo Tofoli, uno che se non è arrivato ai livelli di papà Vjaceslav, ci è andato molto vicino, basti pensare alle 27 medglie di cui 17 d’oro vinte con la Nazionale Italiana. Sembra quasi un passaggio di consegne, esce il campione alla soglia dei quaranta anni  ed entra la nuova speranza, il futuro del palleggio, il predestinato. Non sarà proprio così.

Ivan Zaytsev con la MRoma

La stagione successiva Zaytsev si trasferisce a Roma, nella MRoma Volley, una società nata quell’anno con l’intenzione di riportare il volley di alto livello nella capitale e puntare subito in alto. Ivan torva in panchina Roberto Serniotti, che l’anno precedente aveva portato alla conquista della Champions League  i francesi del Tours, e in campo circondato da campioni del calibro di Marstrangelo, Savani, Henno e Osvaldo Hernandez, in cabina di regia c’è ancora lui, Paolo Tofoli.

Ivan gioca con più continuità entrando spesso nel corso dei set, cosa che a volte Tofoli dimostra non gradire, si comincia a parlare con più frequenza di questo biondino che ha da poco compiuto 18 anni e ci si divide tra chi pensa che potrà seguire le orme del padre e chi lo vede come uno ancora troppo acerbo con ancora tutto da dimostrare.

Intanto Ivan è cresciuto, sia fisicamente, è alto 2,02 metri, che come ragazzo, ed inizia ad uscire  fuori il suo carattere esuberante, la sua voglia di giocare e dimostrare quanto vale; la MRoma decide di spedirlo in prestito a Latina, dove non trascorrerà un anno facile. La sua stagione sarà altalenante e non riuscirà mai ad esprimere appieno il suo talento, tanto che molto spesso sarà in panchina a veder giocare gli altri.

Siamo giunti così al 2008, e per Ivan questo sarà l’anno delle scelte e dei cambiamenti importanti; a maggio di quell’anno infatti Zaytsev diventa a tutti gli effetti italiano, acquisendo la cittadinanza, e questa sarà per lui, già corteggiato dalla nazionale Russa, una decisione fondamentale e forse una forma di primo “distacco” dalla figura paterna, che pur cercando di condizionarlo, sembra per lui, in quel ruolo, nel suo sport, un ombra molto pressante, insomma lui è il figlio di Vjaceslav Zaytsev, è “Zar” di nascita, e quindi da lui ci si aspetta sempre di più. Forse anche per questo, nell’estate del 2008, per non pensare troppo a ciò che non lo fa stare tranquillo, Zaytsev partecipa al Campionato Italiano di Beach Volley in coppia con Domenghini, già campione l’anno precedente, e i due arrivano fino in fondo vincendo il Tricolore.

Intanto la MRoma  non si è iscritta al campionato di A1 per problemi economici e prenderà parte alla serie A2, tutti i campioni degli anni precedenti sono andati via e la società vuole ripartire con una squadra giovane guidata in regia “solito” Tofoli. È qui che arriva la vera svolta nella carriera dello Zar: Il nuovo tecnico Ermanno Piacentini e il direttore sportivo Vittorio Sacripanti sono convinti che il futuro di Ivan sia da schiacciatore-ricevitore, d’altronde un ragazzo 202 cm, con quell’elevazione (attacca la palla ben oltre i 3,50 metri), e con il talento di Zaitsev può diventare fenomenale anche in questo nuovo ruolo.

Lo Zar al servizio durante le Olimpiadi di Londra 2012

Piacentini e Sacripanti non hanno dubbi e propongono a Ivan il cambio, lui però non è subito entusiasta di questa nuova prospettiva, ricordiamoci di chi è figlio, lui vuole diventare il più forte palleggiatore del mondo; ma come abbiamo detto prima, quando il destino ha scritto per te un’altra cosa, c’è poco che tu possa fare.

Alla fine Ivan cede, nonostante il disappunto di papà, ed inizia a lavorare a testa bassa in questo nuovo ruolo, il suo talento smisurato fa il resto, e Zaytsev diventa subito protagonista nella sua squadra e nella serie A2 conquistando la convocazione in nazionale (per ora la Seniores B) con cui parteciperà ai Giochi del Mediterraneo vincendo l’oro. Il 2009/2010 è la stagione del riscatto della MRoma trascinata sempre di più da Ivan, che vincerà anche il titolo di MVP nella finale di Coppa Italia di A2, Zaytsev prende sempre più confidenza con il suo ruolo da schiacciatore, ormai non è più “il figlio di”, è diventato un giocatore nuovo, lo dimostrano l’esordio con la Nazionale il 21 Maggio 2010 e la convocazione per i Campionati Mondiali giocati a Roma poche settimane dopo.

È proprio dal 2010 che inizia la nuova vita di Ivan Zaytsev, ora sa quello che vuole, si lega sentimentalmente ad Ashling Sirocchi, modella italo-irlandese, che trasforma l’esuberanza, dentro e fuori dal campo, di Ivan nella determinazione e la forza di un uomo. Zaitsev conquista sempre più spazio in nazionale, di cui diventa protagonista indiscusso e vincendo l’argento agli

Europei del 2011 e il Bronzo Olimpico a Londra 2012.

Che dite, la sa metter giù questa palla?

 

Nel 2012/2013 passa alla Lube Banca Marche Macerata, dopo che la MRoma non si era nuovamente iscritta al campionato, e qui ci sarà un altro cambio di ruolo importante, Zaitsev inizierà a giocare opposto diventando ancora più determinante nella sua squadra e nella conquista dello scudetto nella stagione successiva.

Ma ormai lo Zar è diventato un campione, cambiare ruolo non è più un problema per lui, è solo un’altro modo per aiutare la sua squadra, club o nazionale che sia; e questo Ivan lo dimostra sempre, pur a volte mancando di continuità, da sempre il massimo sul campo, nella vittoria e nella sconfitta. Ora Zaytsev gioca nella Dinamo Mosca dalla scorsa stagione, la sua evoluzione si è compiuta definitivamente sposando la sua Ashling da cui ha avuto un bambino, Alexander, per tutti è lo Zar, ma noi sappiamo che zar lui ci è nato e ora sta solo ampliando il suo dominio.

 

Valerio Pignalosa Conti

 

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