Steve Nash fuori tutta la stagione, siamo al capolinea?

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Steve Nash salterà l’intera stagione 2014/2015 per un infortunio alla schiena e probabilmente la sua incredibile carriera non ricomincerà mai più. La sua defezione potrebbe far tornare sul mercato i Lakers riparando, in parte, alla sciagurata scelta di ingaggiarlo per tre anni, periodo nel quale il play canadese non è mai riuscito a giocare con continuità, pur regalando sprazzi del suo talento cristallino.

Nash

Steve Nash in maglia Suns

E’ il Draft del 1996, uno dei più importanti di sempre, non tanto per la quantità di All-Star, quanto per i picchi di qualità raggiunti. La prima scelta è The Answer, Allen Iverson, la quinta è He Got Game, Ray Allen, alla tredicesima tocca al Black Mamba, Kobe Bryant ed alla quindicesima i Phoenix Suns, selezionano uno sconosciuto play canadese, nato in SudAfrica da genitori anglosassoni. E’ un mingherlino Steve Nash che mette il cappellino arancione dopo la chiamata dell’allora GM Stern.

La carriera di Nash passerà per Dallas per poi tornare a Phoenix, dove riesce a vincere per due volte l’MVP, inserito a meraviglia nel sistema Run and Gun di Mike D’Antoni. I Suns hanno un gioco spettacolare e Nash ne è il fulcro, non solamente assist impensabili per chiunque altro, Steve insegna basket con penetrazioni mai forzate e percentuali di tiro mostruose, in performance che mettono al primo posto la sua incredibile visione di gioco e il quoziente intellettivo cestistico e solo in secondo piano l’immenso talento e le educatissime mani che madre natura gli aveva donato. Non riuscirà a giocare mai una finale NBA, complice anche una squadra molto da Regular Season e poco da Playoff. A 38 anni era convinto di dover smettere, una scrivania già pronta a Phoenix e un posto da dirigente assicurato.

I Lakers però, in una delle loro cervellotiche ed azzardate scelte, manco fossero i Las Vegas Lakers, decidono di regalare quattro scelte ai Suns ed un triennale faraonico al canadese. Le ragioni sono molteplici, la prima è che con Bryant, Howard, Gasol e Artest (o World Peace, o The Pandas Friend come volete chiamarlo) avrebbe formato una line-up strepitosa; la seconda è che Kobe voleva giocare, per una volta nella vita gialloviola, accanto ad un playmaker vero. Il risultato è stato disastroso. I Lakers non hanno quasi mai avuto tutti e cinque insieme e quando è successo non hanno mai vinto. Nash si è dimostrato l’ombra del campione che era stato fino a qualche anno prima, tormentato dai problemi alle ginocchia che ne limitavano enormemente la mobilità.

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Steve Nash con la canotta dei Lakers

Così, dopo una carriera da film, Steve Nash è stato costretto a sospendere la sua attività sul parquet per colpa di infortuni tragicomici, lo scorso anno si è bloccato mentre si alzava dal letto, quest’anno spostando una borsa, chiaro segno di una schiena troppo delicata e rovinata per competere a certi livelli. Lo salutiamo così, con l’amarezza per una fine che non doveva essere questa ma con un anello al dito, con la nostalgia di chi ha amato ognuno dei suoi 10.335 assist che ne fanno il terzo di sempre dietro Stockton e Kidd, davanti a mostri sacri come Mark Jackson e Magic Johnson. Non sappiamo come proseguirà la sua vita nel mondo del basket, quel che è certo è che per una carriera del genere non può essere questo il finale. Con ancora negli occhi il suo ultimo assist in pre-season, un dietro la schiena da brividi per Boozer, vogliamo lasciarvi con un video che racchiude il meglio di questi 18 anni di Steve Nash.

 

Giuseppe Villani   –   peps17 on Twitter

 

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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