Gioielli d’Italia: Alberto Grassi

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L’Atalanta si conferma regina del vivaio. Dalle sue giovanili sono esplosi solo nelle ultime stagioni giocatori come Gabbiadini, Bonaventura e Baselli. L’ultimo astro nascente della cantera bergamasca è Alberto Grassi.

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Alberto Grassi con la maglia dell’Atalanta

La rivalità tra le città di Bergamo e Brescia è fatto ben noto. Rivalità che vien fatta risalire addirittura al lontano 11 marzo 1156, anno della storica battaglia di Palosco, che contrappose gli schieramenti delle due cittadine per il possesso di alcuni territori. Adesso le lotte tra Comuni non si combattono più e la rivalità si è spostata nello stadio, dove le tifoserie di Atalanta e Brescia, anche quando non si incontrano sul campo, danno sempre testimonianza della loro accesa opposizione.

C’è un bresciano, però, che pian piano, sta conquistando il cuore di tutti i tifosi atalantini e non. Si tratta di Alberto Grassi, fino all’anno scorso protagonista della primavera bergamasca e da questa stagione sempre più al centro del progetto tecnico di mister Edy Reja. La storia di Grassi calciatore parte proprio dall’Atalanta, squadra che punta su di lui sin dalla tenera età dei 7 anni, quando entra a far parte della squadra pulcini. Qui, gioca in tutte le formazioni giovanili sino a giungere in Primavera. Una parabola ascendente la sua, non senza, però, momenti di grande difficoltà, complici anche alcuni errori, come quando nel marzo 2014, si è reso protagonista in negativo di una frase razzista rivolta ad un giocatore del Verona: “Alzati, vu cumprà”. Frase che gli valse ben 10 giornate di squalifica.

L’Atalanta, che sempre ha avuto un’importante rappresentanza di figli di immigrati nel suo settore giovanile, non ha potuto che condannare il gesto, anche se figlio di ingenuità più che di razzismo, poiché usato in maniera scherzosa anche con l’allora compagno di squadra Bangal, nativo del Mozambico. Società che, ha comunque ritenuta giusta la squalifica e, oltre a non presentare ricorso, ha anche preso la decisione di mandare il ragazzo presso il Patronato San Vincenzo di Sorisole per dare una mano ai poveri ed agli emarginati.

Da quell’episodio, che sembra aver forgiato il ragazzo sotto l’aspetto umano e spirituale, è iniziata la sua risalita che l’ha portato dall’esordio in Serie A, il 22 novembre 2014 contro la Roma, sino al costante impiego di questa stagione, passando per il recentissimo prolungamento di contratto fino al giugno 2020.

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Grassi in azione con la maglia da trasferta

È un anno fondamentale per la mia crescita calcistica e il fatto di aver prolungato il rapporto con l’Atalanta è motivo di grande orgoglio. Mi trovo bene con il mister, mi sta dando un po’ di spazio e io cerco di fare il massimo per ripagare la fiducia. E’ chiaro che devo ancora dimostrare tanto: farò tutto il possibile per fare bene ed aiutare i compagni a raggiungere presto la salvezza”.

Idee chiare e tanta voglia di mettersi in mostra per questo giovanissimo centrocampista centrale. Classe 1995, Alberto Grassi studia da Cigarini e Carmona, ai quali in breve tempo ha sottratto diverse presenze in campo. Tanta personalità e qualità tecniche invidiabili, binomio vincente per approcciarsi prepotentemente al calcio che conta.

Perfetto per il ruolo di mezz’ala o mediano nel centrocampo a 3 dell’Atalanta firmata Reja, Grassi è un centrocampista con personalità da vendere, completo, dotato di ottima visione di gioco che gli permette, grazie anche alla sua tecnica, ancora raffinabile come normale che sia per un giocatore della sua età che gioca in quel ruolo, di servire i compagni attraverso precisi passaggi e invitanti assist, spesso in maniera migliore di come giocatori con una superiore esperienza sanno fare. Molto abile anche a muoversi negli spazi cercando il pallone e facendosi trovare pronto per la conclusione in porta, forse non la sua qualità migliore, ma comunque mediamente buona. Alla fase offensiva accompagna una più che buona capacità difensiva, grazie alla sua eccellente capacità di interdizione, grazie alla quale nelle ultime partite è stato capace di costruire un’efficace cerniera in mezzo al campo insieme al compagno di squadra De Roon, altra lieta intuizione bergamasca e con il quale sembra aver trovato un’ottima intesa.

Grassi è l’esempio lampante che la diceria molto diffusa in Serie A che i giovani vadano innestati in prima squadra con il contagocce è sbagliata. Se un giovane è valido, bisogna dargli fiducia, farlo giocare e accompagnarlo tanto nei momenti positivi quanto in quelli negativi, in modo che non si esalti alle prime buone prestazioni né si bruci ai primi errori e ai primi fischi dalle tribune. Se in molti hanno storto un po’ il naso dopo la partenza di un altro gioiello del vivaio, Baselli volato a Torino, adesso forse capiranno il perché di questa cessione apparentemente a cuor leggero. La squadra del patron Percassi era perfettamente cosciente di lasciar partire un talento, ma, allo stesso tempo, sapeva di avere in casa un non inferiore potenziale giocatore da coltivare e far crescere, come sempre l’Atalanta ha dimostrato di saper fare.

 

Daniele Bondanese

 

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Daniele Bondanese

20 anni, sono uno studente di psicologia con una profonda passione per il calcio in tutti i suoi aspetti. Seguo con particolare attenzione i giovani talenti emergenti nei principali campionati europei. Forte interesse per tutta la serie A e B ed il Foggia Calcio per la Lega Pro.

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