No Walls more Words

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Utilizzare una bicicletta per veicolare un messaggio di integrazione e cooperazione? E’ questa l’idea di Marco Valerio Battaglia e del suo progetto: “No Walls more Words”. In un percorso che si snoderà nel centro Europa e che lo vedrà protagonista, insieme ad altri tre ragazzi, di una pedalata ad impatto zero, Marco Valerio ha trovato il tempo di rilasciarci una breve intervista, alla viglia della partenza, per entrare nel dettaglio di questo progetto e spiegarci come il volontariato possa cambiare la vita delle persone e ricordarci come lo Sport sia uno strumento eccezionale nel far avvicinare le persone, trascendendo le differenze linguistiche, etniche e sociali.

Marco Valerio, per iniziare raccontaci chi sei e qual è la tua formazione.

Sono un cittadino romano di 24 anni, studente di psicologia, e un capo della Federazione Scoutistica Europea, presidente dell’associazione Io Per l’Altro e scrittore a tempo perso. Dopo aver passato anni all’interno della Federazione Scoutistica, preoccupandomi della formazione di bambini dagli 8 agli 11 anni (i “Lupetti”), ho compreso che quella verso l’educazione dei più piccoli fosse più che una passione ed ora lavoro nel ramo della formazione ed educazione particolarmente con ragazzi della scuola primaria e secondaria.

La tua dedizione agli altri è quindi sfociata in un’organizzazione No-profit con una missione internazionale.

L’ IPA (Io Per l’Altro NDR) nasce nel 2014 ad Ostia, da tre ragazzi di 20 anni che rimboccandosi le maniche decisero di fare qualcosa per rendere migliore questo mondo.

Mettemmo subito in campo il “progetto acqua”: una raccolta fondi per comprare acqua potabile da destinare agli orfani in Togo. Il tempo passava ed il nostro intervento era UTILE: stavamo cambiando qualcosa nella vita di quei piccoli, meno epidemie di dissenteria, meno mortalità; un piccolo gesto stava decretando tanto.
Successivamente ci siamo resi conto che l’acqua dovevamo estrarla dalla madre terra: in un gesto potevamo rendere la comunità autosufficiente ed in più potevamo portare un servizio a tutto il villaggio.

A marzo 2015 avevamo raccolto 3000 euro e un’idropompa: tutto era pronto!

Mi sono formato (installare un aggeggio del genere vi assicuro non essere così semplice ed intuitivo), ho preparato lo zaino e sono ripartito, approfittando dell’occasione per portare con me circa 35 kg di latte in polvere, vestiti e medicinali.

Ma non vi siete fermati lì o sbaglio?

Assolutamente, proprio come quando la strada si impenna e senti di avere le gambe per farlo, allora è il momento di rilanciare!

Così nel 2016 abbiamo organizzato eventi di raccolta fondi, mirati alla costruzione di una casa per gli orfani ed in un anno è già stata realizzata e resa abitabile e sempre nello stesso anno, l’IPA ha inoltre cominciato a far parte del mondo ERASMUS+ entrando nel panorama del volontariato europeo con progetti in Serbia e Grecia.

Per concludere il discorso sull’IPA, raccontaci qual è stato l’obiettivo  più grande che abbiate raggiunto e che ti abbia ripagato di tutti gli sforzi fatti.

L’obiettivo più grande è stato sicuramente la costruzione della casa, un posto da chiamare casa per bambini che non hanno mai avuto nulla, ma se devo essere sincero non posso dimenticare il momento in cui ho visto fuoriuscire l’acqua dal pozzo. Mi sono sentito veramente utile, parte di una famiglia più grande. Il momento in cui quest’acqua è esplosa fuori dal tubo e ci è piovuta addosso è stato sicuramente uno dei momenti più belli della mia vita.

Ed ora “No Walls More Words”, di cosa si tratta?

Si tratta di un viaggio attraverso l’Europa per parlare con i giovani di Europa e speranza per il futuro; a partire dal 24 Aprile, attraverseremo 7 paesi in 25 giorni.

1800 km in bicicletta per raccontare la bellezza di poter girare senza muri e cercare di creare un dibattito con Olanda, Belgio, Germania, Lussemburgo, Francia, Svizzera e Italia circa:

  • Tema dell’accoglienza, mutuo supporto e dialogo interculturale

  • La campagna “no hate speech”

  • Motivare i giovani a perseguire i propri obiettivi

  • Promozione dei trasporti ad impatto zero

A chi si rivolge e chi parteciperà al progetto?

Si rivolge particolarmente ai giovani tra i 15 ai 35 anni, ma nessuno viene escluso, anzi. Al viaggio parteciperanno più di 10 persone dividendosi le tappe, ma solo in 2 faremo completamente i 1800 km tra Amsterdam e Roma.

Partner del progetto ci saranno sia enti internazionali: Y.E.N (Youth Express Network), H-Ug (Help Uganda); che nazionali: CSI (Centro Sportivo Italiano), Kamaleonte ed il Comune di Cremona.

Marco Valerio e gli altri partecipanti alla prima tappa del progetto, da Amsterdam a Roma, per promuovere l’integrazione fra popoli

Sarà un unicum o fa parte di un’idea più grande, che miri ad aprire altri percorsi di dialogo simili, magari con l’ambizione che non vi vedano protagonisti in prima persona?

L’idea è quella di mettere in movimento degli ingranaggi, noi porteremo l’esperienza nelle scuole nazionali ed internazionali e organizzeremo degli scambi giovanili per parlare di ciò che questo progetto metterà in evidenza. La speranza è che anche altri, ispirati da questo gesto, si mettano a lavorare nella stessa direzione; ma chi può dirlo? Si vedrà!

Attraverserete l’Europa in uno scambio con altre culture e stili di vita, devo farti quindi la domanda di rito: Cosa pensi dell’Unione Europea?

Penso che non si possa fare a meno dell’Unione Europea, ma che qualcosa debba cambiare. Non dobbiamo dimenticarci che l’Europa si basa sulla libera circolazione di merci e persone, se cominciamo a costruire muri crolla tutto. Il fatto che si stia sbagliando ai vertici non vuol dire che l’idea sia sbagliata. Dobbiamo ricordarci dei valori fondamentali e impegnarci per promuoverli. Gli europei devono mettere da parte le differenze e riscoprire gli enormi benefici che solo un’unità europea può regalare, capire che il futuro è nelle loro mani, spetta a loro scegliere che tipo di mondo vorranno per i propri figli.

Come valuti l’importanza dei progetti Erasmus all’interno di un’idea di socializzazione fra i popoli europei, di circolazione di persone e idee, di arricchimento culturale?

Il mondo di ERASMUS+ di cui si conosce aimé troppo poco è un mondo meraviglioso, costruito per noi giovani. Si tratta di avere la possibilità di viaggiare e fare esperienze (necessarie per entrare nel contesto mondo) a costo zero. Gli scambi giovanili, in particolare, sono un’ottima occasione per creare legami attraverso le nazioni, io personalmente ho conosciuto un ragazzo con cui porterò avanti molti dei miei progetti futuri, lavorativi e non.

La parola d’ordine e quindi solo una: Viaggiare!

Viaggiare è sempre importante, sfidarsi, mettersi alla prova. Ci dà la dimensione di quello che siamo e possiamo. Credo che imparerò molto da questa esperienza, come lo è ma cosa saprò dirtelo solo al ritorno!

Non avete pensato a una campagna su Kickstarter per finanziare questo progetto?

Abbiamo deciso di non lanciare un crowfounding perché non ci piaceva l’idea di chiedere tanti soldi per un progetto che non ne richiedeva, qui ce ne servivano pochi e siamo riusciti ad autofinanziarci, preferiamo utilizzare questi canali per i progetti più grandi, come la costruzione dell’orfanotrofio. Kickstarter è da poco disponibile anche in Italia, ma appena tornato verificheremo se sarà la soluzione migliore per il prossimo progetto africano

La nostra intervista con Marco Valerio è terminata, lui ci ringrazia e fugge via a perfezionare gli ultimi dettagli della vigilia. Noi vi lasciamo il link alla pagina Facebook di No Walls More Words e a quella dell’IPA nella speranza che possiate supportare i loro progetti.

Giuseppe Villani



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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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