Guida alla stagione ATP 2016: Fascia Bronzo

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Con l’Happy Slam alle porte ricomincia una nuova stagione tennistica, tra giocatori in cerca di rilancio, quelli bisognosi di conferme e chi ormai sfida solo se stesso. Da Melbourne parte un anno che sa di crocevia per il tennis del nostro decennio, forse l’ultima opportunità per Djokovic di centrare il Grande Slam, che potrebbe coincidere con il Golden Slam, visto che si gioca anche a Rio. Proviamo a dividere i tennisti in fasce e a prevedere ciò che potranno ottenere in questo 2016, partiamo con la fascia bronzo, ovvero quei tennisti con poche speranze di trionfare nei tornei più importanti, che cercheranno di salire in classifica e proiettarsi verso un 2017 da protagonisti assoluti.

Dimitrov (28) [BR 8] Pochi avrebbero pensato di dover inserire Dimitrov in questa fascia, invece il bulgaro – ormai emblema della Lost Generation – si trova invischiato nella pancia del gruppo bloccato da chissà cosa e forse gravato di responsabilità che non gli appartengono. Eppure solamente un anno e mezzo fa metteva in seria difficoltà Djokovic nella semifinale di Wimbledon. Dovrà migliorare nella continuità al servizio e soprattutto in risposta, possibilmente dovrà cercare di mettere peso in un dritto che non sembra ancora pronto ad essere un colpo definitivo. Cioè siamo fermi a due anni fa, senza intravedere possibilità di miglioramento.

Dimitrov ATP

Grigor Dimitrov, il bello che non vince più

Thiem (20) [BR 18] Continuando a parlare di giovani si prepara al salto nella zona argento Dominic Thiem. L’austriaco, ora al numero 20, ha tutti i colpi per rientrare stabilmente tra i primi 15 giocatori del mondo – vantaggio non indifferente al momento dei sorteggi – il suo rovescio è una delizia, ma è il footwork il suo punto di forza, con i giusti progressi al servizio potrebbe iniziare a dar fastidio ai più forti, magari sfruttando i consigli dell’amico Federer. Ciò che più ci fa pensare ad un futuro da top per Dominic è la sua crescita costante, una lenta ma inesorabile evoluzione che ha quell’organicità e tranquillità che lo mette al riparo dall’essere una meteora, sicuramente coglierà almeno un quarto di finale Slam quest’anno: è l’obiettivo minimo per la sua stagione.

Kyrgios (30) [BR 25] Non c’è un giocatore, in questa fascia di valori, con la possibilità di exploit di Nick Kyrgios. Il ragazzo lo sa e questo rappresenta il bene e il male della sua situazione. Da un lato lo rende consapevole di non partire mai sconfitto, dall’altro si adagia su se stesso, concedendosi pause che non può permettersi e ritrovandosi in una zona di classifica che non ne riflette le reali capacità tecniche. Dotato di un servizio monstre, abbinato a un gioco di fondo offensivo, l’australiano rappresenta la maggior speranza del nuovissimo continente e se pensiamo che debba compiere ancora 21 anni, pur essendosi già preso scalpi prestigiosi come quelli di Federer e Nadal, abbiamo il quadro completo di un giocatore che deve solamente affinare il suo gioco e soprattutto il suo “focus” sull’incontro per entrare stabilmente nei primi 10 giocatori del mondo. Fare previsioni più in là è uno sport azzardato che lascio volentieri a qualcun altro.

Kyrgios ATP

Nick Kyrgios, la cresta più pazza e talentuosa dell’ ATP

Tomic (17) [BR 17] Bernard Tomic è la dimostrazione che l’età non è un’opinione, ma un dato di fatto oggettivo. Se sembri un fenomeno a 18 anni e a 21 ti danno già del bruciato è palese che, con la giusta dose di voglia e un’extra di lavoro si abbia tutto il tempo per rimettersi in carreggiata e ritrovarsi ad esprimere il proprio miglior tennis a 23 anni appena compiuti. Il suo punto di forza è quello del cambio in lungolinea, specialmente con il rovescio, mentre ciò che deve sicuramente migliorare è il rendimento nei Masters 1000, se vuole dare continuità ad una sua rapida ascesa nelle classifiche mondiali.

Sock (22) [BR 22] Gli Stati Uniti stanno vivendo una crisi dei giovani talenti, con John Isner che ha illuso solo per poco, tre veterani ritirati al termine della scorsa stagione – QUI il mio approfondimento per Ubitennis- e con Roddick che è stato l’ultimo campione a stelle e strisce, ultimo baluardo di una tradizione che ha avuto Sampras, McEnroe, Agassi e Courier, tanto per fare dei nomi a caso. Le ragioni di questa crisi sono da ricercare in un maggior interesse verso il Golf da parte dei giovani Statunitensi, una differente organizzazione dei circuiti e la possibilità di monetizzare prima sono le due ragioni su cui l’ATP,  oltre alla USTA dovrebbe interrogarsi. Jack Sock, però, è una felice eccezione. Un tennista in ascesa, con i colpi per mettere in crisi chiunque ed una personalità che piano piano si sta imponendo sui campi di mezzo mondo. La vittoria contro Ferrer nella semifinale di Auckland è una visione di ciò che potrebbe essere la stagione di “Giacomo Calzino“, con la consapevolezza nei propri mezzi e un’intera nazione a spingerlo verso grandi traguardi. Difficile che possa arrivare fra i primi 15, se non per qualche settimana, il suo obiettivo deve essere quello di stabilizzare la sua posizione nei primi 30 e cercare qualche exploit nei tornei maggiori, oltre che a lavorare sul suo fisico e sul gioco in una stagione di lancio, in vista della prossima che deve essere quella della consacrazione.

Karlovic ATP

“Nonno” Karlovic e il suo braccio armato

Karlovic (24) [BR 14] Se Kyrgios è il giovane che può far saltare il banco, Karlovic è la certezza di una sorpresa. Un ossimoro non casuale per il quasi 37enne croato. Non ambisce a vincere uno Slam – ma potrebbe regalarsi un mille sul veloce, magari bistrattato dai cannibali per via delle Olimpiadi – eppure paradossalmente può deciderne l’esito, eliminando uno dei favoriti nascondendogli la palla ogni volta che serve. Maestro dell’Ace e delle variazioni al servizio, Karlovic è ormai ad un livello tecnico mostruoso se consideriamo da dove era partito, peccato che il fisico lo metta in seria crisi quando lo scambio entra nel vivo, altrimenti staremmo parlando di un outsider di lusso. Mi aspetto una stagione di buon livello da parte di Ivo, con un possibile exploit in qualsiasi torneo che non si disputi sul rosso.

Coric (40) [BR 33] Chiudiamo questa carrellata con l’unico teenager dei primi 40 al mondo. Borna Coric ha appena compiuto 19 anni e il suo futuro sembra sempre più radioso. Qualità tecniche indiscutibili, pur mancando di un colpo da KO, unite ad una convinzione nei propri mezzi da far paura a mezzo circuito ne fanno il miglior prospetto dell’ATP. Ha tutto il tempo per steccare una stagione, ha la testa sulle spalle – dichiarato recentemente di puntare ad entrare nei 30 e null’altro – e un senso dell’anticipo che serve a chi ambisce ad essere un futuro numero 1. Ci aspettiamo solidità e un record più che positivo contro i tennisti di classifica più bassa, in pratica a Borna chiediamo di vincere le partite che DEVE vincere e divertirsi contro i più forti. Deve migliorare in ogni fondamentale ed aggiungere frecce al proprio arco, imparare a destreggiarsi al meglio su ogni superficie ed a gestire la pressione che inevitabilmente lo vedrà coinvolto. Ma non sono proprio questi gli ingredienti che fanno un numero uno del mondo?

Da tenere d’occhio: Kyle Edmund, Dologopolov e Benoit Paire.

Giuseppe Villani

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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