Federer – Nadal, rinascita di una rivalità

  •  
  •  
  •  
  •  


La finale di Basilea ha visto per la trentaquattresima volta lo scontro fra i due tennisti più amati del millennio: Federer e Nadal. Il loro ultimo incontro risaliva al Gennaio 2014, l’ultima vittoria di Federer addirittura al 2012. Dopo due stagioni diametralmente opposte, ecco come hanno impostato la partita – vinta da Federer per 6-3 5-7 6-3 in due ore di gioco – i due dioscuri della racchetta.

Per gli appassionati italiani la gara non era iniziata nel verso migliore, Supertennis Tv, infatti, ritardava l’inizio della diretta per mostrare una clip su Flavia Pennetta, interessante ma con tempistiche più che sbagliate. Comunque pronti via e la sensazione della vigilia viene subito rispettata, dopo anni di ininterrotti scontri, la pausa ha modificato l’interpretazione del match da parte dei due contendenti, con una fase di studio nei primissimi giochi del match. Nadal, si scioglie per primo e torna all’antica mettendo in pratica la tattica che per anni gli ha permesso di ingabbiare il talento di Roger Federer, spingendo forte sul rovescio dell’elvetico, aprendosi il campo con il dritto a sventaglio dopo averlo chiuso nell’angolo dei suoi demoni. Federer dal canto suo, dopo anni di batoste, riesce nello scatto mentale e si sottrae alla tattica di Nadal. Chiede molto al suo servizio – rischiando anche con la seconda – e tenta di chiudere gli scambi entro i 6 colpi, avvalendosi in particolare di un rovescio che migliora colpo dopo colpo, garantendo al campione in carica la possibilità di difendersi dalla rete dello Spagnolo, che comunque, complice l’inizio contratto di Federer, riesce a tirare da fermo, dal centro del campo, trovando grande profondità ed angolo, neutralizzando il gioco di controbalzo di Federer e quindi anche il vantaggio della superficie per lo Svizzero.

null

Il dritto secondo Federer

Federer quindi cambia tattica ed inizia a muovere Nadal, colpendo sempre più profondo e con più angolo, aumentando di conseguenza il coefficente di errore – i gratuiti saranno 32 a fine match a fronte di 44 vincenti. Già nella finale di Madrid vi avevamo spiegato come questa tattica paghi dividendi contro il Nadal attuale e così Federer, con grande pazienza ha iniziato a variare il suo gioco, rispondendo sempre in modo aggressivo e buttando Nadal fuori dal campo con il dritto incrociato per poi chiudere con il rovescio a campo libero, sfruttando le lacune di Nadal con il rovescio su una superficie così rapida. Grazie ad un dritto in condizione monstre, Roger trovava i break decisivi ed una qualità di gioco nettamente superiore rispetto a Rafa, comunque in crescita rispetto alle ultime uscite.

Il 6-3 del primo set è figlio sia dell’ottima giornata al servizio per Federer, sia della sua capacità di giocare con i piedi dentro al campo e in costante attacco, senza paura di commettere qualche errore in più del solito, mentre Nadal, se mosso specialmente dal lato del rovescio, ha accorciato di parecchio la profondità dei suoi colpi dando a Federer il dominio da fondo  campo.

Ciò che è emerso dal match e dall’intero torneo è la ritrovata condizione aerobica di Nadal, che però ha perso l’esplosività dei giorni migliori, con la conseguenza di riuscire ancora a disimpegnarsi in prestazioni fisiche esaltanti, ma senza la potenza che gli permetteva di colpire con grande Top-spin la palla nei passanti impossibili e quando in movimento laterale e di conseguenza ne ha spuntato l’arma più importante, ovvero la peculiare abilità del trasformare un colpo difensivo in offensivo (Analisi più dettagliata nell’articolo “Perchè tifare Rafae Nadal”. Se a questo aggiungiamo la posizione in campo, un metro abbondante dietro la linea di fondo comprendiamo come per buona parte del match sia stato dominato da  fondocampo da un Federer troppo superiore, nonostante il passaggio a vuoto che gli è costato il secondo set. I miglioramenti di Rafa sono innegabili e sottovalutati dalla prestazione di Federer che grazie al servizio è riuscito più volte a spezzare il ritmo di Nadal, in particolare cambiando angolo in ogni battuta, ma anche alternando colpi in slice e in kick che non hanno permesso a Nadal di trovare un minimo di continuità e confidenza con la partita. L’iberico ha messo in campo grande intelligenza, con i servizi al corpo quando la palla si è fatta pesante, con una fiducia crescente, guardare l’evoluzione della direzione dei suoi passanti all’interno del match per credere – all’inizio tentava di andare solamente in diagonale, mentre con il passare dei punti ha iniziato a tentare anche soluzioni più complesse – ma soprattutto ha messo in campo grande pazienza nell’attendere il calo di Federer e nel colpirlo quando è sopraggiunto.

null

Il rovescio secondo Nadal

Roger ha sciorinato una grande prestazione, macchiata dal passaggio a vuoto sul finire del secondo set, arrivato più per meriti di Nadal che per demeriti dello svizzero. Federer ed Edberg hanno impostato la sfida sull’ uno-due rapido, attuando uno schema servizio e dritto, in cui prima si apriva il campo e poi infilava il suo avversario, senza farsi ingabbiare in una ragnatela di colpi che nell’ultimo decennio lo avevano spesso sconfitto. Anche la condizione atletica è stata determinante, Federer vivace e sempre reattivo con le gambe, in grado di difendere in arretramento e spostandosi lateralmente, solamente dopo la prima ora e mezza ha iniziato ad essere meno lucido e meno reattivo, venendo spesso trovato impreparato dai servizi al corpo di Nadal, colpi che mettono a dura prova concentrazione e spinta anaerobica. Chiave dell’incontro è stato il servizio inappuntabile di Federer – 69% di prime in campo e 76% dei punti quando ciò avveniva – e la velocità di palla con dritto e rovescio, nonchè una presenza a rete proficua che da quando c’è Edberg nel suo box è diventata una piacevole costante.

fed nad

Di rado accade che entrambi i finalisti, sia il vincitore che lo sconfitto possano tornare a casa soddisfatti. Il primo ha espresso un tennis scintillante, è tornato a battere il suo avversario di sempre ed ha aggiunto l’ennesima perla ad una carriera ineguagliabile. Nadal invece, pur avendo perso, ha ritrovato se stesso, la sua grinta ed il suo gioco, ha avuto la conferma di star lavorando nel verso giusto e che nel 2016 tornerà grande protagonista del tennis mondiale come il suo palmarès gli impone.

 

Giuseppe Villani

 

N.B. Questo articolo ti è piaciuto? Seguici sulla nostra pagina Facebook “It Must Be Sport” per non perdere nemmeno uno dei nostri articoli e rimanere costantemente e gratuitamente aggiornato 24 ore su 24 su tutto quello che succede nel mondo dello sport!



  •  
  •  
  •  
  •  

About author View all posts Autor website

Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

1 CommentLeave a comment

  • […] Chiavi del match – Il giorno di riposo in più per Federer e le 5 ore giocate da Nadal in semifinale, dovrebbero accorciare la forbice fisica che da sempre favorisce Nadal regalandoci due tennisti in condizioni atletiche molto più vicine che se si fosse giocato 5 giorni fa. […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.