Finita la stagione ATP, è tempo di pagelle!

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Con la vittoria della Svizzera in Coppa Davis è andata in archivio la stagione 2014 di tennis ed è quindi tempo di bilanci. Abbiamo provato a dare voti e giudizi ai tennisti più rappresentativi, non lesinando elogi ma neppure critiche, consci di come questi ragazzi ci abbiano fatto divertire per un’intera stagione, tanto da non vedere l’ora di ammirarli, di nuovo, già a Gennaio nella prossima edizione degli Australian Open.

Novak Djokovic, numero uno del mondo ATP, con la coppa di Wimbledon.

Novak Djokovic 8,5 : Per il primo della classe un voto alto ma non altissimo. Il motivo? Ha dimostrato ampiamente di essere il più forte al mondo, ma fino a Wimbledon la sua stagione era appena sufficiente. L’obiettivo dichiarato era il Roland Garros e lo ha fallito, in Australia aveva perso ai quarti da Wawrinka e agli Us Open in semi da un ottimo ma non straordinario Nishikori. Al di là della strepitosa stagione indoor, cosa sarebbe successo se il passante di Federer non si fosse infranto sul nastro e gli avesse consegnato Wimbledon? L’impressione è che Nole stia lasciando passare il treno dei più grandi di sempre per scendere alla fermata dei grandi campioni, una stagione ed una carriera da 8,5 appunto.

Roger Federer 9: Alt! No, non è il voto del tifoso sfegatato di Roger, bensì l’attento tributo di un appassionato. Federer si merita più di Djokovic perchè se volessimo seguire la classifica basterebbe quella ed addio pagellone. In realtà vogliamo circostanziare la stagione e un tennista che vince 73 partite, gioca 10 finali (più quella al Masters non disputata per infortunio) e ne vince 5, si porta a casa la coppa Davis, va ad un soffio dall’impresa sportiva più incredibile dell’anno a Wimbledon e fa tutto questo a 33 anni e con un tennis semplicemente divino. Terminata la venerazione per il più forte tennista di sempre, bisogna però analizzare una stagione che, Davis a parte, è sembrata quella dei rimpianti. Non penso infatti che a Roger capiterà più di arrivare in fondo ad 11 tornei e se la voglia di vincere e di allenarsi è quella di un ragazzino, la carta d’identità non fa sconti nemmeno a lui. Il Federer di tre anni fa si sarebbe portato a casa almeno 4 tornei in più, Wimbledon incluso, mentre a questo sembra mancare qualcosa nel momento topico. Non è la tecnica, ne la forza mentale, ne tanto meno il piano di gioco è che semplicemente la forza nelle gambe e nel braccio non può essere quella del 2006. Così se incontri lo Tsonga di Toronto, o il Cilic di New York, non c’è molto da fare, vieni sconfitto a braccio di ferro e te ne torni a casa, è la dura legge del tennis moderno, anche se chiudere la finale di Davis con quel drop shot, riabilita definitivamente l’ultimo decennio del gioco.

Roger Federer con la maglia della Svizzera ha conquistato la sua prima Coppa Davis

Rafael Nadal 7: Manca il double carreer slam in Australia, si fa impallinare da Nishikori per un’ora sulla terra di Madrid, perde da Almagro a Barcellona e da Ferrer a Montecarlo. Sembra essere una stagione da incubo ed invece alla fine riesce a conquistare Parigi anche quest’anno, per la nona volta in dieci apparizioni salvando la stagione ed agganciando Sampras a quota 14 Slam, poi la sconfitta con Kyrgios, i problemi fisici ed infine l’appendicite, lo mandano anzitempo in vacanza. Ma l’ultima volta che è andato a pescare con Zio Toni, qualcuno ricorda in che condizioni mostruose è tornato l’anno seguente?

Stanislas Wawrinka 8,5: Per il vincitore del Premio Soderling 2014 (premio ironico assegnato da un gruppo di tifosi antinadialiani, intitolato all’unico tennista in grado di battere il maiorchino a Parigi) è stata un’annata incredibile. Sapremo tra qualche tempo se sia stata quella della svolta, ma quel che è certo è che Stan ha vinto un Australian Open, su Nadal appunto, il Master di Montecarlo contro Federer e la Coppa Davis da protagonista assoluto. Tralasciando dei fisiologici buchi in stagione, nei quali sembrava smarrito, Wawrinka ha saputo mostrare un tennis bellissimo e terribilmente efficace, un tennis che se dovesse riuscire a giocare con maggior continuità saprà regalargli numerose altre soddisfazioni. La prossima sarà la stagione spartiacque per lui che dovrà decidere se rimanere nella categoria degli ottimi tennisti o fare il salto in quella dei campioni.

Kei Nishikori 7,5: Il giapponese nei prossimi tre anni vincerà uno Slam e anzi azzardo l’ipotesi che sarà lui il primo a spezzare il dominio di Nadal a Parigi. Kei ha un tennis bellissimo, fatto di anticipi e di grande sostanza. Peccato per i guai fisici, gli stessi che gli hanno impedito di conquistare Madrid, dove la stava nascondendo al Re della terra battuta, e di presentarsi al meglio al Roland Garros, dopo aver disputato un torneo di Barcellona di livello monstre. La prima finale Slam della carriera è stata una comparsata sotto le bombe di Cilic, ma ha rotto il ghiaccio con questo tipo di appuntamenti ed è l’osservato speciale per la prossima stagione.

Kei Nishikori alle prese con i soliti problemi fisici.

Andy Murray 4,5: Saranno stati i guai alla schiena, la separazione da Lendl, l’infausta scelta della Mauresmo come coach, o forse tutte queste cose insieme ma Andy è regredito enormemente sia dal punto di vista tecnico che mentale. Autore di una stagione anonima, Andy deve comprendere rapidamente l’evoluzione del suo corpo e se le sue condizioni fisiche non dovessero permettergli di tornare il miglior atleta del circuito, allora dovrà iniziare a pensare di staccarsi da quella benedetta linea di fondo e tornare ad attaccare come agli Us Open 2008 o a Wimbledon 2013. Poi con l’immenso talento che si ritrova riesce comunque a chiudere al numero 6 una stagione disastrosa, ma se ti chiami Andy Murray non puoi certo accontentarti di fare il comprimario.

Tomas Berdych 5,5: Ormai si è capito che uno Slam non lo vincerà mai, che rimarrà un eterno, splendido, incompiuto e che il ruolo della mina vagante gli rimarrà per sempre cucito addosso. Ha la fidanzata più bella del circuito e quindi alla fin fine una sufficienza se la meriterebbe di diritto, ma uno con quel talento e una tale incapacità di concretizzarlo, ci fa venire così tanta rabbia da impedirci di promuoverlo.

Milos Raonic 6: La cura Ljubicic-Piatti ha dato il meglio di se nei tornei sulla terra, notevole la sfida con Djokovic e nella semifinale a Wimbledon, dove però si è dimenticato di scendere in campo. Dopo il nulla, se non una preoccupante regressione nello scambio. Il ragazzone canadese deve crescere in fretta se vuole approfittare del ricambio generazionale ormai prossimo, altrimenti rischia di diventare il nuovo Berdych (benchè tecnicamente e stilisticamente i due siano diversissimi) ed onestamente avrebbe tutti i numeri per evitare questo passaggio di testimone.

Grigor Dimitrov 5: Bocciatura per il futuro divo dell’ATP. Grigor fa un passo avanti e due indietro. Dopo la vittoria al Queen’s e la semifinale a Wimbledon sembrava lanciato verso l’esplosione ed invece la sua stagione è durata un mese. Lo chiamano l’erede di Federer dimenticandosi che alla sua stessa età lo svizzero aveva già vinto più di quanto lui probabilmente vincerà in una carriera, lieti di essere smentiti ma rischia di rimanere solo Mr Sharapova ancora a lungo se non si da una svegliata, specie con i tempi di preparazione dei colpi non ci siamo e la potenza del dritto, nonchè le variazioni del servizio, per un giocatore con quello schema di gioco devono essere di livello assoluto.

Grigor Dimitrov, futura stella dell’ATP

Ernests Gulbis 6,5: Il lettone sta trovando una sua dimensione. E’ ovvio che non sarà il fenomeno che sarebbe potuto essere ma poco male, la sua simpatia e proverbiale irriverenza danno un pizzico di divertimento ad un tennis monocorde sia dentro che fuori dal campo. Ha fatto una scelta tecnica ben precisa e quel dritto alato dalla preparazione interminabile lo relegano ad un ruolo da protagonista solo sui campi lenti. Su di essi, però, il suo servizio bomba, le innate capacità a rete e l’indubbio talento, lo fanno inserire nella seconda fascia dei favoriti in qualsiasi torneo. Non male per uno che a metà 2013 era fuori addirittura dai primi 100.

Fabio Fognini 2: Chiudiamo con il numero uno d’Italia, che sono più le volte in cui ci fa vergognare di giocare sotto il tricolore che quelle in cui ci fa esserne fieri. E’ ormai la barzelletta del circuito con i Fognini Moments che non fanno più ridere nessuno e al massimo costringono a qualche sorriso imbarazzato. Tanto talento tutto insieme non l’avevamo dai tempi della vittoria in Davis e la stagione di Fabio si può ridurre alla vittoria su Murray a Napoli, un Murray menomato dall’infortunio e alla vittoria di Vina del Mar. Per il resto due finali perse nella prima parte di stagione e tante, troppe figuracce.

 

Giuseppe Villani  –   peps17 on Twitter

 

La stagione Wta riassunta qui

 

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

2 CommentsLeave a comment

    • Ciao Alessandro, Abbiamo scelto di non valutarlo per quest’anno perché sarebbe stato troppo complicato. Un buonissimo giocatore che ha trovato due settimane di livello monstre. Parleremo di Cilic il prossimo anno quando capiremo se a Flushing Meadows é stato un caso isolato o se ci troviamo di fronte ad un nuovo Ivanisevic e lo faremo dedicandogli un intero articolo! Allo stesso tempo abbiamo deciso di non parlare di Ferrer poiché la stagione del tennista di Madrid é stata piuttosto anonima e il suo calo é stato piuttosto fisiologico visto che ha giocato le recenti stagioni ben al di sopra delle sue possibilità e il fisico sta iniziando a chiedere il conto.

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