Guida alla stagione ATP 2016: Fascia argento

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In questa fascia sono inseriti i tennisti che hanno possibilità di vincere uno Slam o almeno arrivarne all’atto conclusivo. Sono i più temibili avversari per i Fab Four e puntano ad uscire dal limbo che li vuole ottimi, ma non superlativi. La particolarità di questi tennisti è che la maggior parte di loro è in una fase calante di carriera, o in cerca di un rapido rilancio. Hanno la possibilità di portare a casa qualche mille e forse uno Slam, ma ad oggi non si possono fare previsioni più rosee per loro.

Nadal (5) [BR 1] Leviamoci il dubbio subito, Rafa Nadal non si può inserire nella fascia oro. Non ne facciamo una questione di Palmarès, che vuole il Maiorchino fra i migliori giocatori di sempre, ma di attualità. Il Nadal visto nel 2015 è una versione low-cost di se stesso, senza l’aura di invincibilità che lo circondava ai tempi d’oro, senza un fisico che sostenga a dovere il suo gioco e con un dritto che non fa più male. Se a questo aggiungiamo la difficoltà nel colpire profondo si capisce perchè Nadal non sia più il cannibale di un paio di anni fa. Archiviata anzitempo la parentesi australiana, Nadal concentrerà i suoi sforzi sull’amata terra rossa, sperando di tornare ai suoi livelli. Non supera i quarti di uno Slam da Parigi 2014 e visti gli infortuni patiti e l’età che avanza anche per lui, comincia a delinearsi un percorso alla Federer, cioè il cercare di trarre il massimo dalle occasioni che la sua classe comunque gli metterà davanti. Lo vedremo certamente protagonista in questo 2016, ma l’impressione è che non possa più ambire ad un ruolo di vertice assoluto del tennis mondiale.

Milos Raonic (14) [BR 4] Canada che succede? Solamente due anni fa tra Raonic e Bouchard si prospettava un futuro di primo piano per i tennisti Nord Americani, invece sia la stellina del glamour che il ragazzone di Podgorica (ex Titogrado) sembrano essersi spenti precocemente. Raonic dopo un 2015 non all’altezza delle aspettative ha cambiato coach, con Ljubo che è volato da Federer e Moya che ne ha preso il posto. Il primo trimestre del 2016 potrà dirci molto sulle reali aspettative del canadese, un giocatore che potrà sfruttare i dati e le sensazioni dei primi mesi per preparare durante la stagione in rosso – per lui una sorta di offseason – la porzione dell’anno che più si adatta alle sue caratteristiche. Mi aspetto di vederlo molto più su in classifica e continuo nei match alla sua portata, non basando più il suo gioco solamente sul servizio ma recuperando anche la letalità di un dritto che è parso spuntato. Un giocatore come Milos deve imparare a rispondere in modo più che efficace, prendendo anche qualche rischio se necessario, per avere la certezza di non allungare troppo lo scambio, situazione che lo vede quasi sempre sfavorito nella corsa alla conquista del punto.

Berdych Slam

Thomas Berdych

Berdych (6) [BR 4] Ultima chiamata per Thomas Berdych. Il tennista più bello stilisticamente, con un dritto di una fluidità cinematografica è all’ultimo giro per piazzare la zampata che darebbe lustro ad una carriera avara di grandi soddisfazioni. Non ha nulla di tecnico in cui migliorare, se non l’approccio alle partite importanti. Dotato di una costanza spaventosa, Berdych giunge sempre alle ultime partite dei grandi appuntamenti e con la medesima costanza si scioglie quando la pallina pesa di più. Forse gli basterebbe un torneo per girare la carriera ed entrare nella ristretta cerchia dei dominatori del gioco. Il problema è che ormai, al di là delle dichiarazioni di facciata, credo abbia compreso anche lui che non dipende più solo dal suo gioco, ma tanti fattori, forse troppi. Lo ritroveremo probabilmente nella stessa posizione, dopo aver collezionato qualche semifinale importante e tanti, troppi, piazzamenti poco gratificanti per uno che a livello economico non ha più nulla da chiedere al gioco.

Gasquet (9) [BR 7] Un rovescio bellissimo, un corpo fragilissimo. Si potrebbe riassumere così il personaggio di Gasquet. Ironicamente soprannominato “Riccardo cuor di Telone” dagli appassionati, – per via della propensione a giocare costantemente dietro la linea di fondo campo – dopo tanti anni di permanenza nel circuito ha finalmente modificato il suo raggio di azione, prendendo qualche rischio in più ma dimostrandosi tremendamente più letale. Ha il gioco e le capacità per un grande finale di carriera e magari togliersi la soddisfazione di giocare qualche finale importante. Ovviamente se il fisico non farà i capricci, ma questa frase, accostata a Gasquet è una sorta di leitmotiv che ritorna costantemente da un decennio.

Ferrer Slam

David Ferrer

Ferrer (8) [BR 3] Con il ritiro di Hewitt è rimasto Ferrer a tenere alto il nome dei guerrieri del circuito. Con i suoi 33 anni abbondanti, Ferru è in una fase calante della carriera, avendola basata sul suo corpo da maratoneta che comincia a presentare il conto, costringendolo a periodo di umana carenza di forma fisica. Se avessi scritto questo articolo un mese fa avrei pronosticato la sua uscita dalla top 10, senza avere troppi dubbi a riguardo, il cambio di attrezzo, però, rischia di farmi ricredere, poichè la sua velocità di palla è aumentata ed anche il margine con cui gioca i colpi da fondo campo, in pratica gli permette di sopperire al piccolo calo fisico e di mandare indietro l’orologio biologico di un paio di anni. Comunque non vedo per lui una possibilità di vincere uno Slam, troppo ampia la forbice tecnica con i migliori 4, e la costruzione dei tabelloni, che lo costringerebbe a sconfiggerne due in fila per trionfare in uno Slam, dissolve quasi irreversibilmente le sue speranze di trovare un acuto a fine carriera.

Cilic (13) [BR 8] Si. Si c’è anche Cilic fra i primi 15 giocatori del mondo. Come dite? Non ve ne eravate neppure accorti? Beh penso di avere la risposta a questo piccolo shock: nel 2015 Marin Cilic non ha vinto nemmeno una partita contro un avversario classificato meglio di lui. Questo ci fa capire perchè abbiamo sempre visto Cilic uscire anzi tempo dagli Slam e dai tornei importanti, con l’eccezione di una SF agli Us Open e i quarti a Wimbledon, che sommati fanno da soli la metà dei punti guadagnati dal croato in tutta la passata stagione. Per lui si prospetta una stagione mediocre, nella speranza di tornare a servire cannonate nel periodo che va dal Queen’s agli Us Open, passando per Wimbledon e le olimpiadi di Rio. Rischia di rimanere solo una meteora, ma ha tutte le qualità per mettere in campo una settimana di livello Us Open 2014 e piazzare una zampata delle sue, di quelle che ti chiedi come sia potuto accadere e forse la risposta non la conosce neppure lui.

Da tenere d’occhio: Goffin, Anderson

Giuseppe Villani

Guida alla stagione ATP 2016: Fascia bronzo

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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