Indian Wells tra certezze, sorprese e campioni ritrovati

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Come di consueto, si apre in California la stagione dei Masters e con essa i primi punti dopo lo Slam australiano si fanno subito pesanti. Con il duello Djokovic-Nadal che potrebbe farla di nuovo da padrone, troviamo Murray chiamato al riscatto dopo un deludente inizio 2014, l’exploit di Wawrinka e soprattutto la ritrovata vena di Federer, motivi per cui si preannuncia un torneo più affascinante che mai. Ma attenzione perché le insidie non mancano e le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.

Procediamo con ordine e analizziamo insieme il tabellone (http://www.bnpparibasopen.com/posting/2014/404/mds.pdf). Ad un primo sguardo la parte alta avrebbe molto di più da far riflettere rispetto a quella bassa, dove Djokovic potrebbe avanzare indisturbato fino alla finale senza troppi patemi d’animo. E indubbiamente siamo sicuri che non debba scendere in campo neanche il miglior Nole per accedere all’ultimo atto, ma non per questo si creda che manchino le gatte da pelare.  Infatti è probabile l’incrocio nell’ottavo con Marin Cilic, reduce dalle vittorie di Zagabria e Delray Beach e protagonista di un  ottimo inizio stagione anche grazie al nuovo coach Goran Ivanisevic, e nel quarto con Del Potro o Tsonga, due tennisti a fasi alterne, tanto talentuosi quanto incapaci di esprimersi con continuità, e visti i recenti score non sembrano attualmente in grado di impensierire Djokovic. Non dimentichiamo Berdych in pole per l’eventuale semifinale con Nole, se solo farà attenzione alla mina vagante Grigor Dimitrov in crescita esponenziale con la vittoria ad Acapulco.

Tra l’altro vale la pena spendere qualche parola in più sul bulgaro, che quasi si può definire un artista della racchetta, dotato di una tecnica sopraffina e di un dritto preciso ed elegante, un tennista che, se supportato dal servizio, può mettere in difficoltà anche i Fab Four. Non è un caso che Dimitrov sia stato accostato nelle movenze e per il suo talento cristallino ad un signore che di nome fa Roger Federer. Detto ciò, sarà fondamentale per lui confermare il suo magic moment anche quando la racchetta comincerà a pesare di più, dove sarà la testa a fare la differenza: e senz’altro questo rappresenta un palcoscenico di indubbio valore per dimostrare la sua maturità. Per completare il quadro della parte bassa un occhio di riguardo meritano il bombardiere John Isner e il francese Richard Gasquet che tuttavia possono sì infastidire, ma non recitare un ruolo da outsider.

Se per la bottom half sono stato un po’ prolisso dovendo precisare le eventuali rivelazioni, nonostante una semifinale che d’istinto sembrerebbe già scritta, è perché guardando il sorteggio della parte alta del tabellone, di sorprese non ne riesco proprio a trovare. A mio avviso solo uno tra Janowicz e Raonic potrebbe approfittare di un Murray poco brillante dopo il rientro dall’infortunio, ma dubito fortemente che lo scozzese si faccia cogliere nuovamente impreparato in un appuntamento cosi importante. Da segnalare uno sfortunato Fabio Fognini, (mal)capitato nell’ottavo di Nadal: impensabile che possa aver ragione dell’attuale detentore del titolo nonché favorito numero uno per il trionfo finale.

Tuttavia il torneo entrerà nel vivo solo nei quarti dove, salvo exploit dell’ultimo minuto, assisteremo ad incontri in grado di alzare l’asticella dello spettacolo sul cemento dell’ Indian Wells Tennis Garden: da un lato Nadal-Murray e dall’altro l’atteso derby svizzero Wawrinka-Federer. Un Nadal mai sazio nelle grandi occasioni contro il peggior Murray degli ultimi mesi, desideroso ovviamente di invertire la rotta al più presto; e ancora, un Wawrinka in rampa di lancio con la vittoria dello Slam meno nobile lo scorso Gennaio, e con tutta l’intenzione di replicare a chi grida al caso isolato, contro un Federer rinvigorito dalla cura Edberg e reduce da una settimana di assoluto livello tennistico a Dubai. Bene, se avete fatto due più due, vi sarete senz’altro accorti dell’ennesima e ipotetica sfida tra il mancino di Manacor e il genio svizzero in semifinale. Ma non esageriamo con i pronostici, ci addentreremmo troppo nel campo delle scommesse.

Per concludere, gli ingredienti sono semplici: le certezze (Nadal-Djokovic), le sorprese (Dimitrov-Berdych) e i campioni ritrovati (Federer) o che si devono ritrovare (Murray). Se si aggiunge a tutto questo un pizzico del miglior Wawrinka potremo solo sederci a tavola e attendere che, da qui al 16 Marzo, ci vengano servite le portate più prelibate che il Master(chef) Indian Wells ha da offrirci. Buon appetito!

Andrea Marignoli

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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