La prima di Grigor Dimitrov, vince a Stoccolma e si consacra nuovo Federer?

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Gli addetti ai lavori ne parlano da sempre, c’è un bulgaro il cui gioco assomiglia incredibilmente a quello di Federer, ha battuto Djokovic e fatto passare dei brutti momenti a Nadal. Oggi il suo primo titolo ATP nella finale di Stoccolma contro David Ferrer, ormai è maturo per una decisiva esplosione della sua carriera.

Grigor Dimitrov è un giocatore particolare. Unisce le movenze di tempi andati, degli Edberg e dei Becker alla posizione in campo dei tennisti odierni, Grigor Dimitrov è la copia stilistica di Roger Federer, è il sogno di continuità che lascia incollati al televisore i seguaci dello Svizzero, nella speranza di aver trovato nel fidanzato di Maria Sharapova l’erede del loro idolo, in un ideale passaggio di consegne nella crociata contro il tennis-arena, ultimo baluardo di un tennis estetico e sopraffino, di una danza leggiadra ed elegante nella nobiltà di uno sport che sempre più annovera fra i suoi massimi esponenti atleti di livello assoluto e contestualmente sempre meno privilegia il genio del tocco e dell’invenzione estemporanea. Dimitrov è il re della giocata, ogni settimana il colpo più bello del torneo gli appartiene con invenzioni ed esecuzioni ai limiti della fisica e dell’umana comprensione. Ma come tutti i principi della giocata fine a se stessa, tende a sentirsi Narciso e a bearsi dell’immagine di se stesso, finendo troppo spesso col perdere partite alla sua portata o ad uscire mentalmente da match tirati che lo vedevano in lotta per la vittoria.

Il neo-campione di Stoccolma ha dunque gli evidenti pregi di un giocatore alla “Federer” (che poi dire giocatori alla Federer sarebbe come dire alla Maradona o alla Fausto Coppi, e sono accostamenti impegnativi, quasi impossibili) un servizio di livello, un rovescio ad una mano dalle mille soluzioni ed un dritto sicuro e solido, oltre che un lavoro di piedi ottimo e sempre velocissimo. Nel tennis moderno però, la differenza tra un ottimo tennista (tra la decima e la cinquantesima posizione), un grande tennista (i primi dieci) ed un campione (i fab four) la fanno i dettagli, le piccole differenze, le frazioni di secondo nella scelta, nella visione di gioco e nell’esecuzione dei colpi. Così ecco spiegato il motivo per cui, se ve lo steste chiedendo, Federer 2.0 non è lì insieme all’originale a giocarsi i tornei del Grande Slam. Gli manca una seconda di servizio di livello, pur avendo un rovescio più solido specie due metri dietro la linea di fondocampo, e gli manca un dritto che spacchi il terreno e gli permetta di chiudere con facilità gli scambi in cui mette i piedi in campo. Dimitrov si trova infatti troppo spesso costretto a scambiare ancora in dei punti che dovevano essere già stati chiusi a suo favore per l’evolversi dello scambio stesso.

Il 22enne di Haskovo ha di sicuro molto su cui lavorare, ma ci ha fatto vedere in questi ultimi 3 anni di avere il potenziale per vincere almeno uno Slam e con le dovute congiunzioni, penso di potermi sbilanciare nel vederlo numero uno entro 3 o 4 anni, a patto che ovviamente trovi la necessaria continuità di risultati, che gli permetterebbe di salire nel ranking e trovare avversari più abbordabili ai primi turni degli Slam e dei Master 1000. Certamente è lui a capeggiare i ragazzi della nuova generazione, il più “futuribile” per usare un termine caro alla NBA e il più talentuoso del lotto. Speriamo solo che sfrutti questo successo come trampolino di lancio per togliersi qualche grossa soddisfazione già nella prossima stagione, non esistono più i baby fenomeni alla Becker o Nadal, ma i tempi sono maturi e la nostra attenzione su Dimitrov sarà totale nei prossimi mesi.

Una piccola curiosità, oggi hanno trionfato a Mosca, Vienna e Stoccolma, Gasquet, Haas e Dimitrov. Tutti e tre giocano con il sempre più raro rovescio ad una mano e praticano un tennis offensivo al contrario del dilagante difensivismo che affligge il movimento tennistico, sarà una casualità o il tennis tornerà ad essere spettacolare? In attesa dei tornei di Basilea e Parigi-Bercy che definiranno i partecipanti al Master di fine anno, ci godiamo la vittoria di questo splendido tennista, che al di là dei risultati, che certamente arriveranno sempre più importanti, non si stanca mai di regalarci colpi straordinari che valgono il prezzo del biglietto e ci lasciano basiti ed estasiati dinanzi a una mole così enorme di talento.

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Giuseppe Villani – peps17 on twitter.

 

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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