Maria Sharapova è di nuovo la tennista da battere

  •  
  •  
  •  
  •  


Ti odierò se potrò; altrimenti ti odierò mio malgrado (Ovidio)

Dopo più di un anno di stop, dovuto alla squalifica per doping è tornata a competere Maria Sharapova. Un rientro che ha diviso il mondo degli appassionati in due fazioni avverse, ma che comunque non può fare a meno di fotografare il momento nero della WTA, che vede in questo ritorno l’unico motivo di interesse da parte dei tifosi.

La squalifica – E’ storia nota che, il 7 Marzo 2016, la Sharapova annunciò in conferenza stampa di essere risultata positiva ad un test antidoping. Il farmaco incriminato risulta essere il Meldonium, normalmente utilizzato per le coronaropatie, (e non ci risulta che la Sharapova abbia alcun problema cardiaco) la cui efficacia come dopante non è mai stata provata scientificamente, ma che per la sua natura, simile a quella dell’aspirina, aumenta l’ossigenazione e la velocità di recupero delle cellule sotto stress. Dal 1 Gennaio 2016, però, è stato inserito dalla WADA nelle sostanze illecite per gli agonisti, così Maria Sharapova è tecnicamente considerabile una dopata, pur avendo assunto un farmaco che fino a 70 giorni prima era totalmente consentito.

La polemica – Senza voler entrare nel merito della squalifica e del processo alla russa, ci ritroviamo dopo 13 mesi con una tennista che ha scontato la sua squalifica, ha perso uno dei suoi anni migliori, avendo appena compiuto 30 anni ed è legittimata a competere con le sue avversarie e perché no, a tornare sul trono del tennis mondiale.
Il fatto è che le sue avversarie e moltissimi appassionati, proprio non ce la fanno a vedere tornare come se nulla fosse. I due punti di vista, però, non potrebbero avere ragioni più opposte.

Sharapova Meldonium

Maria Sharapova ammette la positività al Meldonium

Le avversarie – Hanno paura di lei. Banalmente, analizzando le dichiarazioni delle tenniste non emerge altro se non una grande paura nei confronti di un avversaria con cui si era smesso di fare i conti. Certo, per una buona fetta di giocatrici la Sharapova è una dopata, una che rovina il loro sport e su questa posizione è difficile controbattere, ma quelle che invece si lamentano solamente per le Wild Card concesse alla russa, denotano un astio verso di lei che ne vuole solamente rimandare il ritorno a certi livelli. Le sue prime partite da quando è tornata, infatti, ci dicono che anche iniziando da tornei minori e senza inviti ai tornei più importanti, sarebbe passato solamente qualche mese prima di poter ritrovare la classifica necessaria a giocare Premier e Slam. Paradossalmente, con Williams e Azarenka fuori per maternità, una Kvitova alle prese con il recupero dall’accoltellamento, Kerber, Pliskova e Muguruza dalla dubbia continuità, Maria potrebbe anche puntare a vincere Parigi e New York, e tornare numero uno al mondo a fine anno. Ma ciò che più fa specie è che se all’inizio di Stoccarda era senza classifica, continuando a giocare in questo modo “rischia” seriamente di presentarsi al Roland Garros da testa di serie, in una dimostrazione di forza che non può lasciare le altre indifferenti.

I tifosi – La Sharapova non è mai stata amata. Antipatica come poche altre è stata una campionessa zoppa dal punto di vista mediatico. Bella e algida, con un tennis monocorde che fa impressione nei primi 10 minuti in cui la guardi, ma che finisce per farti cambiare canale, si rivela essere la creatura perfetta di Bollettieri, Nessun piano B, una smorzata ogni quaranta minuti, un gioco a rete deficitario, nonché un carniere di tagli dal lato sinistro del corpo pressoché inesistente. Insomma invece che il classico binomio Genio e Sregolatezza, per lei c’è quello Noia e Potenza. Così i tifosi vedono in lei la dopata, antipatica, che rovina il tennis e che con le sue Wild Card non aggiunge nulla ai tornei, ma toglie il posto a qualche altra tennista che magari si sarebbe meritata quell’invito, leggi Schiavone a Roma.

I direttori dei tornei, però, specie quelli del WTA, ma anche nei combined, devono riempire le tribune ed aumentare al massimo l’appeal del proprio torneo e in un periodo in cui nel tennis femminile stentano i talenti da andare ad ammirare – sono lontanissimi i tempi di Justine Henin – allora bisogna ripiegare su un personaggio che faccia discutere, che in un modo o nell’altro, faccia porre l’attenzione su eventi troppo spesso considerati un male necessario, per poter ammirare le gesta degli uomini.

Prospettive – Volendo entrare nel campo delle previsioni, che prospettive ha Masha davanti a sè? L’obiettivo è quello di vincere uno Slam, possibilmente il Roland Garros subito, in modo da tornare ai piani alti della classifica. Il sogno è quello di tornare a dominare e credo che la prospettiva più realistica sia nel mezzo, con Maria decisamente favorita sia per il torneo di Roma che per quello di Madrid oltre che per lo Slam Parigino dove le sue avversarie rischiano di presentarsi inermi se non saranno rapide a mettere insieme i cocci di un primo trimestre interlocutorio. Poi però, le solite mancanze post 2007 al servizio – sia nell’esecuzione che nell’uscita dallo stesso -, che a questo punto rimarrà per sempre il suo tallone d’Achille, e un gioco di volo che rimane deficitario, nonostante un anno di allenamenti senza problemi fisici, che le avrebbero dovuto dare la possibilità di colmare qualche lacuna tecnica, non le dovrebbero permettere di partire con i favori del pronostico a Wimbledon, mentre per ciò che riguarda i tornei americani, il suo gioco la pone di diritto nel lotto delle pretendenti al titolo, con buona pace dei suoi detrattori e delle sue avversarie.

Giuseppe Villani

N.B. Questo articolo ti è piaciuto? Seguici sulla nostra pagina Facebook “It Must Be Sport” per non perdere nemmeno uno dei nostri articoli di approfondimento e poter guardare lo Sport da un altro punto di vista.



  •  
  •  
  •  
  •  

About author View all posts Autor website

Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.