Perchè tifare… Rafa Nadal

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Primo appuntamento con la nostra rubrica “Perchè tifare”. Iniziamo dal tennista che più divide gli appassionati della “pallacorda”: Rafa Nadal.

 

Carriera in breve: Rafa Nadal nasce a Manacor, in Spagna, il 3 Giugno 1986 e il 29 aprile del 2002 vince il suo primo match ATP. Nel 2005 si impone al vertice del tennis mondiale conquistando, fra gli altri, il torneo di Roma e il suo primo Roland Garros. Diventa numero uno del mondo nell’Agosto del 2008, poco dopo aver vinto la medaglia d’oro olimpica. In carriera vanta un palmarès di primissimo piano avendo conquistato 64 tornei di cui 14 Slam, Nadal è uno dei tre giocatori ad aver conquistato tutte e 4 le prove del Grande Slam almeno una volta in carriera.

Motivazioni tecniche: Nel corso della sua carriera Nadal è stato in grado di evolvere il suo gioco, adattandolo ai cambiamenti del tennis e del suo fisico, sopperendo con miglioramenti tecnici all’inevitabile calo fisico cui sta andando incontro. Il primo Nadal era un vero e proprio muro di gomma, era impossibile tirargli un vincente o aspettare un suo errore non forzato. Rafa infatti correva ad una velocità folle unità alla resistenza di un maratoneta ed al braccio di un culturista che gli permetteva di tirare colpi arrotati e profondi da qualsiasi posizione, il suo marchio di fabbrica erano le scivolate sulla terra rossa e l’innata capacità di tramutare un colpo difensivo in offensivo.

Questo suo essere fuori dagli schemi gli ha permesso di accendere il cuore delle folle che hanno visto in lui il fuoco dell’agonismo e tutta l’energia della gioventù. Con gli anni ha saputo migliorare i suoi colpi, in particolare il servizio e i colpi di volo, toccando l’apice nel 2008, con la vittoria a Wimbledon. Quel Nadal era un giocatore di cui era difficile non innamorarsi e in particolare, oltre alle qualità sopracitate, aveva imparato a muovere il suo avversario con il dritto. Lo spostava avanti e indietro, da destra a sinistra, lui fermo con i piedi dentro al campo e il malcapitato costretto a rincorrere la pallina per tutto il campo. Sembrava un burattinaio alle prese con il suo giocattolo, una dimostrazione di superiorità che non può lasciare indifferenti.

I problemi fisici del 2009 gli hanno suggerito di modificare profondamente il proprio gioco, divenendo maggiormente offensivo e cercando di fare economia delle proprie energie accorciando gli scambi. Agli Us Open 2010 Rafa era semplicemente ingiocabile. Ricordo che l’ATP aprì un sondaggio sul suo sito internet in cui chiedeva se il servizio di Nadal fosse migliore di quello di Federer, dimostrazione inequivocabile dei miglioramenti al servizio dello spagnolo, anche se ad onor di cronaca quel colpo micidiale sarebbe sparito dopo le due settimane “Newyorkesi”. Servizio o non servizio, intorno a Nadal aleggiava un’aura di imbattibilità, la sua pallina sembrava pesare quintali e mai durante un match si aveva l’impressione che qualcosa potesse cambiare, Rafa era destinato a vincere quel torneo, senza sè e senza ma.

Il resto è storia del tennis, ma credo che il motivo per cui un tifoso si debba innamorare di Rafa Nadal non sia solo nel suo gioco, che ha un margine tale da farlo apparire imbattibile, ma soprattutto nell’atteggiamento così fuori dal coro, in particolare nella prima parte della carriera, che lo portava in campo con la canottiera da fighter, con i tic prima del servizio e la corsa ad ampie falcate al cambio di campo. Aggiungete poi l’alone di leggenda che eleva una grande storia in questo caso dato dal fatto che Rafa sia un destro naturale, salvo giocare a tennis con la sinistra. Dopo questi fiumi di parole sul gioco di Nadal, dobbiamo però svelare la vera ragione per cui un tennista dai mezzi tecnici eccellenti ma non superbi si sia ritrovato ad essere una star del tennis mondiale.

Forza Mentale: Non so se a fine carriera Nadal sarà stato il miglior tennista della storia o il più vincente, quello di cui sono certo è che nello sport pochi altri hanno avuto la sua tenuta mentale. Non c’è tennista o sportivo che creda nella vittoria anche quando tutto va storto, anche quando all’avversario manca un solo punto per vincere l’incontro. Nadal ha una tale intelligenza tattica, unita a fiducia nei propri mezzi da non cedere mai psicologicamente. Questo distrugge mentalmente l’avversario che non può mai rilassarsi, perchè Nadal è un gatto dalle nove vite, un cobra che azzanna la preda appena questa abbassa la guardia e poi si gira verso la folla sparando uno dei suoi celebri “Vamos”, ottenendo in cambio il ruggito dei suoi tifosi in piena trance agonistica.

Ecco perchè tifare Rafael Nadal.

 

Giuseppe Villani

 

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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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