Tennis ATP, si riparte da Djokovic e Nadal.

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Le nostre idee sulla stagione tennistica maschile del 2014, Djokovic e Nadal si sfideranno al gioco del trono, Murray proverà ad insidiarli, Federer cercherà l’ultimo lampo di un’irripetibile carriera. Fra superfici sempre più omologate, sponsor che la fanno da padroni e guerra fra le TV per i diritti in esclusiva, la stagione appena cominciata si preannuncia entusiasmante, ecco tutto ciò che c’è da sapere sul mondo della racchetta.

Abbiamo lasciato il 2013 con la schiacciante vittoria di Novak Djokovic su Rafa Nadal nella finalissima del Masters. Abbiamo lasciato il 2013 con Nadal in vetta al ranking ATP davanti a Djokovic e con Federer fuori dai primi tre posti per la prima volta dal 2002. E’ stato l’anno di Djokovic a Melbourne e al Masters, di Nadal a Parigi e New York e per la prima volta dopo decenni di un britannico a Wimbledon: Andy Murray che fra l’altro ha spezzato il monopolio negli Slam del trio Federer-Djokovic-Nadal che durava dagli Us Open 2009.

La classifica – Il metodo con cui si costruisce la classifica ATP è il cosiddetto “Best 18” cioè tiene conto dei migliori 18 tornei di ogni giocatore. In particolare 4 Slam, 8 Master 1000, e 3 ATP 500 sono obbligatori per chi possiede una classifica tale da esservi automaticamente iscritto, mentre gli altri tre tornei (uno dei quali è, nella maggior parte dei casi, il Master 1000 non obbligatorio di Montecarlo) sono a scelta del tennista. Nessuno vieta ai tennisti di partecipare ad un numero più elevato di manifestazioni, ma il computer terrà conto solamente dei 18 migliori piazzamenti, più il Master di fine anno come bonus per chi vi si qualifica. Vi sono delle speciali deroghe per alcuni giocatori, deroghe che permettono a chi ha vinto un certo numero di partite, o si trova da un certo tempo nel circuito oppure ha partecipato ad un certo numero di tornei, di poter saltare un Master 1000 obbligatorio e gli ATP 500 senza incorrere in penalizzazioni. L’unico a rientrare in tutti e tre i criteri è Roger Federer, che quindi possiede una sorta di “Statuto Speciale” che lo autorizza a giocare ciò che vuole senza alcuna penalizzazione. Questa norma è stata ideata per preservare la carriera dei giocatori più importanti o più in la con l’età, ma non avvantaggia il giocatore in questione nella classifica ATP, poichè vale comunque la somma aritmetica dei punti ottenuti nei Best 18.

I tornei si dividono in Grandi Slam (2000 punti al vincitore e 1200 al finalista) Master 1000 (1000 punti al vincitore e 600 al finalista) ATP 500 (500 punti al vincitore e 300 al finalista) ATP 250 (250 punti al vincitore e 150 al finalista) e per concludere Challenger e Futures, dove i punteggi variano in base al montepremi e all’importanza del torneo ma non superano mai gli 80 punti per il vincitore dello stesso. La classifica finale è dunque una somma dei punteggi ottenuti dai piazzamenti nei vari tornei disputati nell’ultimo anno solare, mentre la classifica temporanea tiene conto delle ultime 52 settimane, mescolando i punteggi dei tornei già disputati nel corso dell’anno a quelli dei tornei ancora da disputare, per i quali si conteggiano i punti ottenuti nell’anno precedente (Es. nel mese di Luglio 2013 erano conteggiati tutti i tornei svoltisi dal 1 Gennaio 2013 al Luglio 2013, più tutti i tornei svoltisi dall’Agosto 2012 al Dicembre 2012, coprendo così un’intera “stagione” di tornei, benchè a cavallo fra un anno e l’altro). Per questo motivo alla vigilia di un torneo si dice che un giocatore difenda i punti dell’edizione passata, in quanto nel suo ranking sono ancora conteggiati questi punti che però saranno aggiornati dai nuovi risultati al termine dell’edizione più recente dello stesso torneo.

Australian Open – Alla vigilia del primo Slam stagionale è d’obbligo cominciare a fare qualche previsione e analizzare i temi che ci verranno proposti già da Lunedì 13 Gennaio. Sicuramente il favorito numero uno è Novak Djokovic che punta al suo quarto titolo consecutivo a Melbourne, quinto in assoluto sulla Rod Laver Arena. Djokovic ha compiuto un’autentica impresa nella stagione indoor, mettendo in cascina abbastanza punti da poter rendere possibile il suo insediamento al numero uno dopo il Roland Garros, a patto che Nadal non replichi la stagione straordinaria dello scorso anno ovviamente. In Australia il cemento consente la velocità e l’angolo di rimbalzo preferiti dal Serbo che a meno di grandi sorprese giungerà all’atto finale del torneo. La sua nemesi, Rafa Nadal, ha vinto una sola volta a Melbourne e perso un’epica finale proprio contro il Serbo nel 2012. Nel 2013 non ha giocato per i postumi dell’infortunio al ginocchio e si trova così nella condizione di non difendere alcun punto e di potersi accontentare di un piazzamento d’onore, in vista del trimestre Rosso che da sempre lo vede protagonista. Conoscendo però lo spirito indomito di Rafa, siamo certi che tenterà l’assalto al titolo, che fra le altre cose gli permetterebbe di agganciare Sampras al secondo posto nella classifica all-time per numero di Slam (ora è a quota 13) e di completare per la seconda volta il Carreer Grand Slam (cioè la vittoria non consecutiva di tutte e 4 le prove del Grande Slam).

Dietro a loro pare esserci il vuoto, o meglio, Andy Murray che lo scorso anno perse in finale da Djokovic, indebolito dalla battaglia di 5 ore nella semifinale con Federer, è reduce da un infortunio e la sua prova a Doha ci ha mostrato un tennista ancora convalescente che sembra puntare ancora tutto sulla seconda parte di stagione ed utilizzerà i primi 6 mesi solo come rodaggio. Del Potro resta un’incognita, se in giornata può battere chiunque, non per niente ha già vinto uno Slam ma non sembra in grado di dare continuità alle sue prestazioni; il magico 2009 è sempre più un ricordo, tuttavia un buon tabellone potrebbe aiutarlo a raggiungere le fasi finali dello Slam che nella storia si è più prestato alle sorprese. Federer è alla ricerca della sua dimensione e potrebbe non essere facile per uno che è stato il più forte della storia del gioco e che solo un anno e mezzo fa era sul trono del mondo. La nuova racchetta e la partnership con Edberg sembrano avergli fatto bene ed al di là della brutta sconfitta in finale con Hewitt, abbiamo raccolto note liete nella sua partecipazione al torneo di Brisbane. I problemi alla schiena sembrano superati e con essi quelli al servizio, ma la mobilità dei piedi che gli permetteva di tirare perfettamente qualunque colpo da ogni punto del campo, potremo ammirarla solamente nelle registrazioni delle sue vittorie passate. Resta comunque un giocatore straordinario, in grado di piazzare la zampata del campione se le circostanze lo condurranno in semifinale senza troppi patemi. Le uniche sorprese che potrebbero materializzarsi portano il nome di Wawrinka, che lo scorso anno diede una svolta alla sua carriera contro Nole proprio agli Australian Open, Dimitrov, che prima o poi dovrà dimostrare maturità anche negli appuntamenti che contano e Bernard Tomic, che gli addetti ai lavori segnalano in grande forma.

La stagione è appena iniziata, tra una settimana si fa sul serio e per la prima volta gli Australian Open saranno trasmessi non solo su Sky, che divorzierà da Eurosport il 31 Gennaio, ma anche da Mediaset Premium che farà scendere il tennis dal satellite per portarlo sul digitale terrestre. Comunque vada saranno due settimane intense e di grande tennis, con la speranza che un nuovo campione possa esplodere sulla Rod Laver Arena e possa iscriversi anche lui alla corsa per il trono.

Giuseppe Villani – peps17 on twitter.



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Giuseppe Villani

Studente di medicina con la passione per qualsiasi competizione. Leggere, scrivere e suonare è tutto quello che so fare. Vodka Martini please, shaken, not stirred.

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